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Complici per una sera: martedì 14 maggio l'Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza è ospite di OFT

10 May 19 di Marina Maffei

Era dolce e bello sapere che tra loro due c’erano segreti che tessevano una vita sottile e leggera sull'altra vita, quella reale, scriveva Clarice Lispector, pensando alla complicità che rende unico il rapporto tra due anime.

A questo sentimento labile e meraviglioso, con l'illusione di non lasciarlo svanire, abbiamo dedicato un intero concerto. Scegliendoci come complice un'orchestra che, come OFT, ama sperimentare e rompere gli schemi.

Ecco perché sul palco del Conservatorio di Torino la sera di martedì 14 maggio troverete l'Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza diretta dal maestro Alexander Lonquich. Scambiarsi le sedie sul palco, incontrando gli uni il pubblico degli altri, che cos’è infatti se non la prova di una straordinaria ed unica Complicità? 

Noi di OFT siamo stati loro ospiti a gennaio, ora li accogliamo a Torino, per condividere quel segreto che ci ha unito in questi mesi: che la musica, quando è straordinaria, può rendere la nostra vita sottile e leggera.

In programma martedì ci saranno due brani di Johannes Brahms, la cui estetica compositiva si fonda su un mix straordinario di classicismo e di romanticismo, supportato da una altissima padronanza tecnica.

“Complicità” si aprirà con l’esecuzione del Concerto in la minore op. 102 per violino, violoncello e orchestra, meglio conosciuto come il Doppio concerto.
Brahms lo compose nell'estate del 1887 sulle rive del lago Thun, come omaggio all'amico violinista Joseph Joachim che, insieme al violoncellista Robert Hausmann, fu poi protagonista del debutto pubblico dell'opera il 18 ottobre 1887 a Colonia, sotto la direzione dello stesso Brahms. Opera di straordinaria portata espressiva e di eccezionale ricchezza di idee, il Doppio Concerto – che metterà alla prova come solisti accanto all'OTO Vicenza il violinista Gregory Ahss ed il violoncellista Enrico Bronzi – è fortemente articolato, con passaggi di grandiosa drammaticità, che cedono il passo a momenti più intimi e lirici, per poi sublimare in una poetica intrisa di nostalgia prima e di gioiosa vitalità nel finale.

La Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 73 venne invece scritta in gran parte nell'estate del 1877, in Carinzia, e fu presentata dai Wiener Philharmoniker a Vienna il 30 dicembre di quell'anno. Definita da alcuni beethoveniana e da altri schubertiana, la Sinfonia n. 2 conserva in realtà i caratteri distintivi di tutto il maggiore Brahms, in grado di rendere un tessuto compositivo di estrema densità, dai complessi intrecci contrappuntistici e tematici, fluido e armonioso. Dopo i travagli legati alla stesura della Prima Sinfonia, la n. 2 venne composta velocemente, con naturalezza e serenità. E tanto quanto la Prima è grandiosa, solenne e drammatica, la Seconda scorre lietamente.

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