Comunicati Stampa

05 giugno 2018

LA STANZA DEI GIOCHI - Comunicato Stampa

L’Orchestra Filarmonica di Torino chiude una stagione intensa e brillante con un programma di grande impatto, pensato per valorizzare la compagine orchestrale, per l’occasione guidata dal direttore Marco Angius, che vanta una carriera prestigiosa e che da settembre 2015 è direttore musicale e artistico dell’Orchestra di Padova e del Veneto.

“La Stanza dei Giochi” è l’ultima tra le Nine Rooms della stagione concertistica 2017-2018, che l’OFT ha voluto dedicare a una immaginaria casa della musica classica, dove condurre il pubblico alla ricerca di sonorità mai banali ed emozionanti. E gioco, e al contempo sfida, fu per i compositori in programma creare i brani presentati in concerto.

L'Ouverture D590, composta da Franz Schubert nel 1817, fu ispirata al compositore austriaco dalla musica di Gioacchino Rossini, che in quegli anni imperversava nelle sale da teatro viennesi. Affascinato dal linguaggio musicale rossiniano, coinvolgente e brillante, Schubert compose due Ouverture – la D590 e la D591 – che vennero entrambe indicate come “In stile italiano”. La D591 è stata eseguita nel concerto inaugurale dell'Orchestra Filarmonica di Torino, mentre l'Ouverture D590, in una ideale ciclicità, sarà protagonista del programma del concerto di giugno.
La Sinfonia n. 99 in mi bemolle maggiore Hob.I:99 appartiene al gruppo delle dodici Londinesi composte da Franz Joseph Haydn durante i viaggi in Inghilterra compiuti tra il 1791-92 e il 1794-95, dietro invito del violinista ed impresario Johann Peter Salomon. Per Haydn, che fino ad allora era stato un compositore dipendente, come maestro di cappella presso la corte di Esterhàzy, significò passare ad una libertà maggiore: il pubblico, che pagava per partecipare ai concerti, era colto ed esigente e per il maestro fu stimolo nel presentare brani dove la sua arte sinfonica tocca l’apice. La Sinfonia n. 99 è la settima tra le Londinesi e non fa eccezione, mescolando fantasia inventiva, elevato livello concettuale, qualche spunto marziale, motivi caldi e intensi, tratti di danza popolare.
Igor Stravinskij immaginò di comporre Pulcinella durante una passeggiata con l’impresario Diaghilev, a Parigi, in un pomeriggio di primavera del 1919. Diaghilev suggerì infatti a Stravinskij di scrivere una partitura servendosi di alcune musiche di Pergolesi, da utilizzare per un "balletto con voci e piccola orchestra”, il cui soggetto fu ricavato da uno scenario della Commedia dell'Arte, I quattro pulcinelli simili, presente alla Biblioteca Nazionale di Napoli. Nonostante le perplessità iniziali, il grande compositore si appassionò al lavoro, reso ancor più interessante dalla partecipazione di Pablo Picasso e di Léonide Massine, che erano stati chiamati a collaborare rispettivamente per scene e costumi e per la coreografia.
La ricerca musicologica ha successivamente dimostrato che solo nove dei diciotto pezzi scelti dal compositore sono attribuibili a Pergolesi, ma ciò che importa è che Pulcinella è considerata come l'opera capostipite della fase cosiddetta neoclassica di Stravinskij. Il grande successo dell’opera spinse il maestro a rielaborare la partitura in una deliziosa Suite da concerto, che chiuderà in bellezza “La stanza dei Giochi”.

Il concerto di giugno, così come ogni concerto della stagione 2017-2018, verrà aperto dalla lettura, a cura dell'associazione liberipensatori “Paul Valéry” e della Scuola Teatro Sergio Tofano, di un breve ed emozionante testo scritto per l'occasione dal giornalista Lorenzo Montanaro.

L’appuntamento di giugno si articolerà su due diverse sedi: oltre al consueto appuntamento del martedì sera presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, in cui il pubblico avrà la possibilità di ascoltare il concerto nella sua massima espressione, si aggiunge infatti la possibilità di assistere alla prova di lavoro presso la sala multifunzionale di +SpazioQuattro. Per l’appuntamento di giugno non è invece prevista la consueta prova generale della domenica pomeriggio al Teatro Vittoria.

pdf

15 maggio 2018

LA SOFFITTA - Comunicato Stampa

Un arco per gli Archi dell'Orchestra Filarmonica di Torino: il concerto di maggio vedrà nel ruolo di viola solista il torinese Simone Briatore in un programma pensato per condurre l’ascoltatore nel territorio della memoria.

La stanza, la cui porta OFT apre questo mese, è quella della Soffitta, luogo dei ricordi incautamente o volutamente lasciati, ma pronti ad uscire dall’abbandono per evocare sogni e ricordi.

Ed è un Souvenir de Florence – un ricordo di Firenze – la splendida melodia pensata da Pëtr Il’ič Čajkovskij per omaggiare la città toscana dove soggiornò per qualche tempo nell'inverno del 1890, impegnato nella stesura dell'opera La Dama di picche. La versione definitiva del Sestetto per archi è del dicembre 1892, pochi mesi prima che il grande compositore morisse. Pur conservando una forte connotazione musicale russa, Souvenir de Florance mantiene un delicato richiamo all’Italia con lirismi che rievocano le arie d’opera, certamente amate da Čajkovskij, il più occidentale tra i compositori russi.
E’ invece una dolente e profonda melodia quella che immaginò il compositore del Novecento Benjamin Britten per la sua Lachrymae, mentre la Trauermusik per viola e archi di Paul Hindemith fu composta nel 1936 in memoria di Giorgio V d'Inghilterra. I toni intimi e commossi sono esaltati dalla viola a cui è affidato il ruolo solista: Hindemit amava moltissimo questo strumento di cui era un ottimo esecutore, sia come solista che in quartetto. Compose questa pagina rapidamente, scosso per la morte di Giorgio V, ed essa venne eseguita per la prima volta quello stesso giorno.

Gli Archi saranno guidati dal maestro concertatore Sergio Lamberto, che in questi anni ha saputo imprimere alla compagine una cifra stilistica che la rende unica e marcatamente riconoscibile.

Il concerto di maggio, così come ogni concerto di stagione, verrà aperto dalla lettura, a cura dell'associazione liberipensatori “Paul Valéry” e della Scuola Teatro Sergio Tofano, di un breve ed emozionante testo scritto per l'occasione dal giornalista Lorenzo Montanaro.

L’Orchestra Filarmonica di Torino, come ormai da anni, triplica la propria proposta concertistica, aggiungendo al concerto del martedì sera in Conservatorio la prova generale della domenica pomeriggio al Teatro Vittoria e la prova di lavoro del sabato mattina presso la sala multifunzionale di +SpazioQuattro, dando la possibilità al pubblico di seguire il lavoro dietro le quinte dal primo incontro con i direttori ed i solisti fino al concerto.

Prosegue inoltre l'inedita collaborazione di OFT con il Circolo dei lettori con gli incontri di “Leggere la Classica”. Per l'ultimo appuntamento di stagione, in calendario venerdì 11 maggio alle ore 18.30, il pubblico verrà accompagnato alla scoperta del mondo degli archi.

pdf

17 aprile 2018

LA PALESTRA - Comunicato Stampa

A dare fiato agli Archi dell'Orchestra Filarmonica di Torino, nel concerto di aprile, sarà Marco Pierobon, dalla solida carriera come trombettista.
E' un connubio inusuale quello del concerto “La palestra”, pensato per valorizzare un programma travolgente, che attraversa brani dei più grandi compositori del Novecento con una incursione nel periodo barocco, che si deve alla presenza del Concerto per tromba ed archi del boemo Neruda. Il secolo scorso è invece fieramente rappresentato da Hindemit, Gershwin e Bernstein.

Di Paul Hindemith, compositore, violista e direttore d'orchestra tedesco, verrà presentata una selezione dai Cinque pezzi per orchestra d'archi op. 44 n. 4, che il maestro pensò per un'orchestra di giovani e che uniscono una visione lucida ad un discorso estremamente fantasioso. Un brano dove gli archi saranno protagonisti assoluti, l’unico senza la presenza della tromba.

Dall'altra parte dell'oceano troviamo invece George Gershwin, compositore, pianista e direttore d'orchestra statunitense. La sua opera spazia dalla musica colta al jazz ed è considerato l'iniziatore del musical americano. Tra i suoi lavori più noti ci sono le composizioni orchestrali in programma nella nuova stanza dell'OFT: Songs for Orchestra e Porgy and Bess Suite, entrambi presentati nell'adattamento per tromba, percussioni ed archi di Marco Pierobon.

Di Leonard Bernstein, compositore, pianista e direttore d'orchestra, verrà invece proposta la West Side Story Suite, ispirata al celeberrimo musical americano scritto negli anni '50 da Arthur Laurents e ispirato al dramma di William Shakespeare “Romeo e Giulietta”. Anche la Suite sarà presentata in un adattamento di Pierobon.

Gli Archi saranno guidati dal maestro concertatore Sergio Lamberto, che in questi anni ha saputo imprimere alla compagine una cifra stilistica che la rende unica e marcatamente riconoscibile.

Il concerto di aprile, così come ogni concerto di stagione, verrà aperto dalla lettura, a cura dell'associazione liberipensatori “Paul Valéry” e della Scuola Teatro Sergio Tofano, di un breve ed emozionante testo scritto per l'occasione dal giornalista Lorenzo Montanaro.

OFT, come ormai da anni, continuerà a triplicare la propria proposta concertistica, aggiungendo al concerto del martedì sera in Conservatorio la prova generale della domenica pomeriggio al Teatro Vittoria e la prova di lavoro del sabato mattina presso la sala multifunzionale di +SpazioQuattro, dando la possibilità al pubblico di seguire il lavoro dietro le quinte dal primo incontro con i direttori ed i solisti fino al concerto.

pdf

13 marzo 2018

LA STANZA DELL'AMORE - Comunicato Stampa

Una Stanza dell'amore, un luogo dove rifugiarsi e coltivare la bellezza della passione: ogni casa dovrebbe possederne una e l'Orchestra Filarmonica di Torino ha voluto rendere unica la sua Stanza, sesta tra le Nine Rooms di stagione, con la straordinaria Sinfonia n. 1 in re maggiore Titano di Gustav Mahler.

La Prima del grande compositore austriaco viene presentata in un adattamento per ensemble del compositore tedesco contemporaneo Klaus Simon: una sfida per i diciassette musicisti dell'Orchestra, diretti per l'occasione da Giampaolo Pretto che di OFT è anche direttore musicale, i quali dovranno sprigionare dai loro strumenti la forza dei cento previsti dalla partitura originale.
Nel 1889 un genio non ancora trentenne dirigeva a Budapest la prima di un suo poema sinfonico in forma di sinfonia: il Titano. Dalla rinascita della Natura dopo l'inverno ai tumulti infernali nell'esplosione pirotecnica di uno dei finali più energizzanti della storia, Mahler finge di suddividere in quattro movimenti un viaggio appassionante che porta gli stigmi opposti dell'opera giovanile e del capolavoro maturo al tempo stesso; attraversando stili e motivi contrastanti, scatenando l'orchestra dai canti popolari alle bande di paese, dai temi più soffusi e segreti alle interiezioni più accese.

Possono diciassette strumenti sostituire un'intera orchestra? Certo è una sfida, basata tutta sulla qualità del percorso narrativo e sul massimo rispetto introspettivo nei confronti di una partitura di profondità abissale” commenta Pretto, che con OFT coltiva il progetto intrapreso nel 2015 di proporre tutto il repertorio sinfonico di Mahler.

Il concerto di marzo, così come ogni concerto di stagione, verrà aperto dalla lettura, a cura dell'associazione liberipensatori “Paul Valéry” e della Scuola Teatro Sergio Tofano, di un breve ed emozionante testo scritto per l'occasione dal giornalista Lorenzo Montanaro.
L’Orchestra Filarmonica di Torino, come ormai da anni, triplica la propria proposta concertistica, aggiungendo al concerto del martedì sera in Conservatorio la prova generale della domenica pomeriggio al Teatro Vittoria e la prova di lavoro del sabato mattina presso la sala multifunzionale di +SpazioQuattro, dando la possibilità al pubblico di seguire il lavoro dietro le quinte dal primo incontro con i direttori ed i solisti fino al concerto.
Prosegue inoltre l'inedita collaborazione di OFT con il Circolo dei lettori con gli incontri di “Leggere la Classica”, durante i quali alcuni solisti e direttori della stagione concertistica di OFT racconteranno grandi autori della musica classica. Per l'appuntamento di marzo al Circolo, in calendario venerdì 9 alle ore 18.30, Giampaolo Pretto accompagnerà il pubblico in un emozionante percorso nel mondo di Mahler.

 

pdf

06 febbraio 2018

IL GIARDINO D'INVERNO - Comunicato Stampa

Distese nevose, il riflesso delle stelle sul ghiaccio, il mistero di una natura enigmatica e selvaggia, l’eco dei motivi popolari russi: nei quattro movimenti dei Sogni d’inverno di Čajkovskij c’è tutto l’incanto della Madre Russia. Il celebre compositore, che si era diplomato al Conservatorio di San Pietroburgo, scrisse la Sinfonia n. 1 in sol minore op. 13 dopo essersi trasferito al nuovo Conservatorio di Mosca, dove aveva ottenuto la cattedra di armonia. Ebbe una genesi difficile, perché nonostante la prima esecuzione pubblica avesse ottenuto un buon successo, Čajkovskij modificò più volte la partitura, con una cura ed attenzione al dettaglio che si ritrova anche negli altri due brani in programma.

La Romanza in fa maggiore per violoncello e pianoforte fu composta da Strauss per il violoncellista Hans Wihan, che la eseguì per la prima volta con l'orchestra di Corte di Monaco di Baviera, la stessa in cui il padre di Strauss suonava il corno. Troviamo anche qui una eco di quel mondo invernale spietatamente nitido che certo doveva affascinare Strauss, il quale non a caso scelse di trascorrere gli ultimi decenni della sua vita a Garmisch-Partenkirchen, la località sciistica più famosa della Baviera, in una splendida villa ai piedi della Zugspitze, la montagna più alta della Germania.

Il Concerto n. 1 per violoncello e orchestra op. 107 venne invece composto nel 1959 in soli quaranta giorni da Šostakovič, che volle dedicarlo al grande violoncellista Mstislav Rostropovich, il quale lo presentò al pubblico il 4 ottobre dello stesso anno nella Sala Grande della Filarmonica di Leningrado, sotto la direzione di Evgenij Mravinskij.

In un ideale omaggio a questi tre eccelsi compositori, l’Orchestra Filarmonica di Torino, diretta da Giampaolo Pretto, ha voluto accanto a sé sul palco il grande violoncellista Enrico Dindo, unico italiano ad aver vinto il prestigiosissimo Concorso Rostropovich di Parigi.

Il concerto di febbraio, così come ogni concerto di stagione, verrà aperto dalla lettura, a cura dell'associazione liberipensatori “Paul Valéry” e della Scuola Teatro Sergio Tofano, di un breve ed emozionante testo scritto per l'occasione dal giornalista Lorenzo Montanaro.

L’Orchestra Filarmonica di Torino, come ormai da anni, continuerà a triplicare la propria proposta concertistica, aggiungendo al concerto del martedì sera in Conservatorio (i cui biglietti sono già esauriti) la prova generale della domenica pomeriggio al Teatro Vittoria e la prova di lavoro del sabato mattina presso la sala multifunzionale di +SpazioQuattro, dando la possibilità al pubblico di seguire il lavoro dietro le quinte dal primo incontro con i direttori ed i solisti fino al concerto.

A febbraio si terrà inoltre il terzo appuntamento del ciclo “Leggere la Classica”, inedita collaborazione di OFT con il Circolo dei lettori. Nell’incontro, in calendario il 2 febbraio alle ore 18.30, sarà il direttore Giampaolo Pretto ad introdurre il pubblico nelle stanze della grande musica classica, in compagnia degli autori più amati.

La manifestazione è realizzata nell’ambito del Festival Richard Strauss, 2-25 febbraio 2018

pdf

16 gennaio 2018

LA SALA DA PRANZO - Comunicato Stampa

L’Orchestra Filarmonica di Torino mette in tavola nel concerto di gennaio un repertorio che spazia dal barocco al contemporaneo, fedele alla ricetta che da sempre la caratterizza: tradizione e innovazione.
“La Sala da Pranzo” è la quarta tra le Nine Rooms della stagione concertistica di OFT. Cuore dell’abitazione, la Sala da Pranzo è anche, nella casa della musica classica idealmente immaginata da OFT, il luogo nel quale ritrovarsi, alla ricerca di piacere e divertimento.

Georg Philipp Telemann, compositore che in settant'anni di attività ha attraversato le diverse fasi musicali dal Barocco fino alle soglie del Classicismo, incarna perfettamente questo spirito con l’Ouverture-Suite e la Conclusione dalle sue Tafelmusik, letteralmente musiche da tavola. Soprattutto tra i secoli XVI e XVII, come già accadeva in tempi ben più risalenti con Egizi prima e Romani poi, era infatti abitudine accompagnare i banchetti con musiche che venivano eseguite sia come sottofondo che negli intervalli tra i servizi. Tra il 1600 ed il 1700 la musica da tavola, in Germania e in Francia, diventa un genere musicale ben definito, tra i cui principali autori si annovera anche il tedesco Telemann.

Il legame tra convivialità e musica è saldo anche nel brano composto appositamente per OFT ed in prima esecuzione assoluta Persicos Odi. Il giovane compositore torinese Matteo Ruffo rende omaggio all’omonima ode di Orazio, in cui sullo sfondo si erge una situazione conviviale. L’influenza della poesia sulla composizione si svolge su molteplici fronti: i tre nodi concettuali più importanti - la vanità del lusso, la serenità della vita semplice e l’ebbrezza del vino - hanno dato corpo alle tre sezioni principali in cui è strutturato il brano; inoltre un’analisi della struttura metrica dell’ode ha consentito all’autore di derivare delle sequenze numeriche che informano sia le proporzioni temporali tra le varie parti del pezzo, sia le relazioni tra i suoni, sia le figure ritmiche principali.

In chiusura di concerto, la Sinfonia n. 83 in sol minore Hob.I:83 La Poule di Haydn, che rientra tra le sei Sinfonie Parigine. La Sinfonia porta questo nome curioso per il secondo tema del primo movimento, che richiama l’andamento e il razzolare di una gallina. Un brano di notevole complessità esecutiva con un côtè ironico e irriverente.

Ad accompagnare l’Orchestra Filarmonica di Torino in questo viaggio tra i secoli, il direttore e clavicembalista torinese Luca Guglielmi, che da vent’anni si dedica all’interpretazione “storicamente informata” della musica dal 1400 al 1970.

Il concerto di gennaio, così come ogni concerto di stagione, verrà aperto dalla lettura, a cura dell'associazione liberipensatori “Paul Valéry” e della Scuola Teatro Sergio Tofano, di un breve ed emozionante testo scritto per l'occasione dal giornalista Lorenzo Montanaro.

L’appuntamento di gennaio 2018 si articolerà su due diverse sedi: oltre al consueto appuntamento del martedì sera presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, in cui il pubblico avrà la possibilità di ascoltare il concerto nella sua massima espressione, si aggiunge infatti la possibilità di assistere alla prova di lavoro presso la sala multifunzionale di +SpazioQuattro. Per l’appuntamento di gennaio non è invece prevista la consueta prova generale della domenica pomeriggio al Teatro Vittoria.

A gennaio si terrà inoltre il secondo appuntamento del ciclo “Leggere la Classica”, inedita collaborazione di OFT con il Circolo dei lettori. Nell’incontro, in calendario il 12 gennaio alle ore 18.30, sarà il direttore Luca Guglielmi ad introdurre il pubblico nelle stanze della grande musica classica, in compagnia degli autori più amati.

pdf

05 dicembre 2017

IL SALOTTO - Comunicato Stampa

Voci che si elevano insieme e creano un’armonia unica. Il concerto di dicembre degli Archi dell’Orchestra Filarmonica di Torino condurrà il pubblico nel luogo della casa tradizionalmente dedicato alla calma ed alle cose belle: il Salotto, la Stanza tra le Nine Rooms più accogliente e intima.

Accanto agli Archi, guidati, con il savoir-vivre che lo caratterizza, dal maestro concertatore Sergio Lamberto, ci sarà la soprano Valentina Coladonato, la quale, vincitrice di concorsi internazionali e numerosi riconoscimenti di critica e pubblico, svolge attività concertistica con un repertorio che spazia dal barocco al contemporaneo.

Il programma proposto è pensato per valorizzare questa, per OFT, insolita unione, nata per evocare quei sentimenti di decadentismo e romanticismo, che ben si addicono al Salotto di una Casa della Musica.

Accanto a campioni del Romanticismo classico come Schubert e Brahms, ci saranno il Puccini di Crisantemi, Hugo Wolf con la sua Serenata italiana, l’austriaco Anton von Webern e il tedesco naturalizzato americano Kurt Weill.

Di Francesco Paolo Tosti, che ha attraversato tutta la seconda metà dell’Ottocento, verranno proposte alcune delle sue celebri romanze da salotto, qui presentate nella versione per soprano e archi di Marco Della Chiesa d’Isasca.

Il brano di Eric Satie conferirà al Salotto quel tocco di charme francese che non può mancare.

Il concerto di dicembre, così come ogni concerto di stagione, verrà aperto dalla lettura, a cura dell'associazione liberipensatori “Paul Valéry” e della Scuola Teatro Sergio Tofano, di un breve ed emozionante testo scritto per l'occasione dal giornalista Lorenzo Montanaro.

OFT, come ormai da anni, continuerà a triplicare la propria proposta concertistica, aggiungendo al concerto del martedì sera in Conservatorio la prova generale della domenica pomeriggio al Teatro Vittoria e la prova di lavoro del sabato mattina presso la sala multifunzionale di +SpazioQuattro, dando la possibilità al pubblico di seguire il lavoro dietro le quinte dal primo incontro con i direttori ed i solisti fino al concerto.

pdf

21 novembre 2017

LO STUDIO - Comunicato Stampa

Sette grandi compositori ed una compagine orchestrale composta di soli archi: il secondo appuntamento della stagione concertistica 2017-2018 dell’Orchestra Filarmonica di Torino è interamente dedicato agli Archi di OFT, che accoglieranno il pubblico nello Studio, che delle Nine Rooms, le nove stanze arredate da OFT con musica scelta appositamente per evocare ed emozionare, è quella maggiormente intrisa di mistero e genialità.

Cifre queste ultime che contraddistinguono l’intera produzione bacchiana e che offrono innumerevoli chiavi di lettura in particolare a una delle ultime composizioni di Bach: la celebre e monumentale L'arte della fuga (Die Kunst der Fuge) BWV 1080 di cui verranno eseguiti i Contrappunti n. 1, 4 e 9 nella versione per archi. Mistero e genialità che emergono non soltanto dalla ricchezza emotiva dell’Arte della Fuga, dove le corde dell’anima sono toccate dal virtuosismo della partitura, ma anche dal criterio compositivo scelto da Bach per quest’opera. L'Arte della Fuga è impostata come partitura aperta per quattro voci astratte, sì da offrire la massima elasticità, tanto da essere stata trascritta per quasi tutte le combinazioni orchestrali possibili.

Accanto a quest’opera complessa e straordinaria, altri brani di grande intensità, come i concerti di Vivaldi e Corelli, voci per eccellenza della musica barocca nazionale, l’arrangiamento per archi di Hoeree del Prélude, Arioso et Fughette sur le nom de Bach dello svizzero Honegger, lo studio per orchestra d’archi di Martin, il Preludio e fuga per quartetto d’archi in fa maggiore Hess 30 di Beethoven e l’Adagio e fuga K546 di Mozart.

Gli Archi dell'Orchestra Filarmonica di Torino saranno guidati per l’occasione dalla giovane e talentuosa Cecilia Bacci, anziché da Sergio Lamberto come precedentemente segnalato.

Il concerto di novembre, così come ogni concerto di stagione, verrà aperto dalla lettura, a cura dell'associazione liberipensatori “Paul Valéry” e della Scuola Teatro Sergio Tofano, di un breve ed emozionante testo scritto per l'occasione dal giornalista Lorenzo Montanaro.

Per il concerto del martedì sera presso il Conservatorio Giuseppe Verdi i biglietti sono già esauriti. Resta però la possibilità di assistere, fino all'esaurimento dei posti disponibili, alla prova generale della domenica pomeriggio presso il Teatro Vittoria.

pdf

24 ottobre 2017

L'INGRESSO - Comunicato Stampa

L'Orchestra Filarmonica di Torino inaugura la stagione concertistica 2017-2018 aprendo la prima delle sue Nine Rooms: delle nove stanze arredate da OFT con musica scelta appositamente per evocare ed emozionare, l'Ingresso rappresenta la perfetta sintesi del genius loci che caratterizza la grande casa di OFT.

L'Ouverture D591 In stile italiano di Schubert, l'Ouverture Le Ebridi o La Grotta di Fingal di Mendelssohn, ma soprattutto la famosa Sinfonia Scozzese del grande compositore tedesco, consentiranno all'Orchestra di esprimersi su pagine classico-romantiche di grande intensità.

L'Ouverture D591 venne composta da Franz Schubert nel 1817: ad ispirare il compositore austriaco fu la musica di Gioacchino Rossini, che in quegli anni imperversava nelle sale da teatro viennesi. Affascinato dal linguaggio musicale rossiniano, coinvolgente e brillante, Schubert compose due Ouverture – la D590 e la D591 – che vennero entrambe indicate come “In stile italiano”. La D591 verrà eseguita nel concerto inaugurale dell'Orchestra Filarmonica di Torino, mentre l'Ouverture D590 – in una ideale ciclicità – sarà uno dei brani in programma di “La Stanza dei Giochi”, ultimo concerto di stagione, nel mese di giugno 2018.

E' di pochi anni successiva, l'Ouverture op. 26 – conosciuta con il doppio nome di Le Ebridi o La Grotta di Fingal – che Felix Mendelssohn scrisse giovanissimo, al termine del viaggio attraverso l'Europa che l'aveva visto approdare anche sulle famose isole scozzesi. Alle Ebridi, Mendelssohn visitò la grotta di Fingal, luogo che, per gli strani echi, la potenza selvaggia della natura e le leggende gaeliche, gli ispirò la nota Ouverture accolta con entusiasmo all'epoca (ed altrettanto amata dal pubblico dei decenni successivi).
Un viaggio, quello in Scozia, che ispirò Mendelssohn anche nella scrittura della celeberrima Sinfonia n. 3 in la minore op. 56, nota come Scozzese. Il compositore fu molto colpito dalla visita ad Edimburgo dell'Holyrood Palace e dei luoghi storici legati alla regina Maria Stuarda. Impressioni che conservò nella mente e nel cuore per più di dieci anni prima di arrivare a comporre la Sinfonia, eseguita per la prima volta in pubblico nel 1842 alla Società Filarmonica di Londra.

A dirigere l'Orchestra Filarmonica di Torino in questo viaggio ideale lungo l'Europa, dall'Italia assolata di Schubert alle brume gaeliche di Mendelssohn, sarà Giampaolo Pretto, che di OFT è anche direttore musicale.

Il concerto di ottobre, così come ogni concerto di stagione, verrà aperto dalla lettura, a cura dell'associazione liberipensatori “Paul Valéry” e della Scuola Teatro Sergio Tofano, di un breve ed emozionante testo scritto per l'occasione dal giornalista Lorenzo Montanaro.

L’Orchestra Filarmonica di Torino, come ormai da anni, continuerà a triplicare la propria proposta concertistica, aggiungendo al concerto del martedì sera in Conservatorio la prova generale della domenica pomeriggio al Teatro Vittoria e la prova di lavoro del sabato mattina presso la sala multifunzionale di +SpazioQuattro, dando la possibilità al pubblico di seguire il lavoro dietro le quinte dal primo incontro con i direttori ed i solisti fino al concerto.

La Stagione 2017-2018 inaugura inoltre una inedita collaborazione di OFT con il Circolo dei lettori, che ospiterà i cinque incontri di “Leggere la Classica”, durante i quali alcuni solisti e direttori racconteranno grandi autori della musica classica. Per il primo appuntamento al Circolo dei lettori, in calendario il 20 ottobre alle ore 18.30, sarà Giampaolo Pretto ad introdurre il pubblico nelle stanze della grande musica classica, in compagnia degli autori più amati.

pdf

17 ottobre 2017

YOUNG BOARD OFT - Comunicato Stampa

Mettere al centro il pubblico, incentivare modelli di partecipazione attiva, promuovere nuove esperienze culturali, sono solo alcuni degli obiettivi che l'Orchestra Filarmonica di Torino ha ricercato nel percorso che ha portato all'istituzione dello Young Board che lavorerà accanto al team artistico ed organizzativo di OFT. Durante il percorso previsto dal progetto, i componenti dello Young Board si metteranno alla prova nella promozione e comunicazione della stagione 2017-2018, per arrivare ad acquisire le competenze utili per organizzare interamente un concerto extra previsto per la stagione 2018-2019.

Il progetto, altamente innovativo, si inserisce nel ciclo di incontri che OFT ha organizzato nei mesi di marzo ed aprile all'Università degli Studi di Torino, ed è stato selezionato per “Open 2017 - Nuovi pubblici per la cultura”, l’azione che la Compagnia di San Paolo ha istituito al fine di stimolare la sperimentazione e la ricerca sull’Audience Development. L'edizione 2017 di OPEN, in particolare, costituiva una call mirata alle idee degli enti già oggetto di sostegno all’attività istituzionale, con l'obiettivo di offrire la possibilità una tantum di avviare azioni specifiche sul tema, favorendo l’allargamento della domanda culturale e la diffusione di servizi e pratiche culturali sul territorio e contribuendo a definire nuove professionalità e nuove competenze.

Finalità perseguite con convinzione da OFT, che nel corso degli incontri all'Università ha avuto modo di raccontare agli studenti cosa significare “fare” cultura: dall'ideazione artistica di una stagione alla sua produzione, fino alla comunicazione e promozione della medesima. Particolare attenzione è stata dedicata alla descrizione del budget finanziario, per mettere in rilievo il valore di “impresa culturale”.

La richiesta di inviare la propria candidatura per lo Young Board di OFT, promossa anche attraverso il web e Facebook, è stata accolta con interesse da numerosi ragazzi, i cui curricula sono stati attentamente vagliati durante una prima selezione, all'esito della quale si sono svolti i colloqui che hanno permesso di individuare le cinque ragazze, di età compresa tra i 20 ed i 25 anni, che lavoreranno e si confronteranno sulle sfide e sul futuro della musica classica. Al gruppo sarà quindi interamente affidata la progettazione, programmazione, comunicazione e produzione di un nuovo concerto, oltre ai nove normalmente programmati, che farà parte della stagione 2018-2019.

Lo Young Board di OFT racconterà il “dietro le quinte” della propria attività attraverso una pagina Facebook ed un proprio canale You Tube.

Ottavia Arenella,  Marta Blanchetti, Carol Cardile, Agnese Mussatti e Debora Pierri hanno iniziato con entusiasmo questa esperienza, portando già nuove idee, stimolando riflessioni su strategie di programmazione e di comunicazione. “Ma è solamente l’inizio – commenta il Direttore Artistico di OFT Michele MoE se si comincia in questo modo prevedo sviluppi molto interessanti e ricchi di aperture e innovazioni. Ne sono certo”.

Questo progetto – dice Sandra Aloia dell’Area Innovazione culturale della Compagnia di San Paoloè uno degli 8 selezionati nell’ambito di “Open 2017 – Nuovi pubblici per la cultura” per cui sono stati stanziati 335mila euro. La call, aperta alle istituzioni culturali d’eccellenza di Piemonte e Liguria già oggetto di sostegno all’attività istituzionale, è nata dalla volontà di sviluppare un approccio strategico volto a una maggiore centralità del pubblico, ad ampliare la base sociale dei prodotti e delle esperienze culturali e incentivare modelli di partecipazione attiva.  Young Board di OFT si inserisce nel solco di questa azione poiché coinvolge direttamente dei giovani per intercettare nuovi pubblici giovani contribuendo anche a definire nuove competenze e professionalità sempre più necessarie alle sfide che la cultura deve affrontare per contrastare la scarsa partecipazione che caratterizza i consumi degli italiani”.

pdf

26 maggio 2017

La nuova stagione concerti 2017-2018 di OFT

L’Orchestra Filarmonica di Torino festeggia i 25 anni di attività e presenta una Stagione concertistica 2017-2018 dai colori intensi e brillanti. È la prima interamente firmata dalla nuova Direzione artistica di OFT, che vede Michele Mo, già Presidente dell’Orchestra, nel ruolo di Direttore artistico, Giampaolo Pretto come Direttore musicale e Gabriele Montanaro Assistente alla Direzione artistica, ruolo che affianca a quello di Coordinatore di Produzione.

Nine Rooms sono le nove stanze arredate da OFT con musica scelta appositamente per evocare ed emozionare. Mantenendo la tradizione dei concerti a tema, che da anni caratterizza la programmazione dell’Orchestra e che costituisce una delle cifre stilistiche di OFT, la nuova Stagione è stata disegnata seguendo un fil rouge in grado di accompagnare gli spettatori mese dopo mese: ogni stanza è pensata per sostenere le altre, ma può essere apprezzata singolarmente. Dall’ingresso allo studio, dalla palestra alla stanza dell’amore, dal salotto alla sala da pranzo, dalla soffitta al giardino d’inverno fino alla stanza dei giochi, dietro ogni porta si cela un mondo intessuto di pensieri, sogni, magia. Aprirà la porta di ciascuna stanza una breve ed emozionante lettura, in collaborazione con l’associazione liberipensatori “Paul Valéry” e con la Scuola Teatro Sergio Tofano.

Nove produzioni, da ottobre 2017 a giugno 2018, che spaziano dal barocco fino alla musica del presente, mixate in modo da coinvolgere sia gli appassionati che da sempre popolano (ogni anno più numerosi) le stagioni concertistiche di OFT, sia chi per la prima volta si affaccia alla scoperta della musica classica. Programmi originali, che tengono conto delle tempistiche e delle modalità di ascolto contemporanee e che hanno già suscitato la curiosità del pubblico più giovane. La formula di “Abbonamento al buio” – proposta agli under 35 nel mese di maggio – ha previsto la possibilità di abbonamento alla stagione 2017-2018 prima ancora che ne fossero noti interpreti, date e contenuti: l’ottimo successo che l’iniziativa ha ottenuto è segno della curiosità e della fiducia che il pubblico ripone nella proposta artistica dell’Orchestra. Si colloca anche in questo senso la novità della OFT Composition Competition, che l’Orchestra Filarmonica di Torino ha ideato per valorizzare la produzione dei giovani compositori europei: per questa prima edizione 2017-2018, il concorso sarà dedicato a compositori tedeschi under 40 ed il brano vincitore sarà eseguito, insieme ad altri, nel concerto di gennaio 2018.

La Stagione 2017-2018 inaugura inoltre un’inedita collaborazione di OFT con il Circolo dei lettori, che ospiterà i cinque incontri di “Leggere la Classica”, durante i quali alcuni solisti e direttori racconteranno grandi autori della musica classica.

L’Orchestra Filarmonica di Torino, come ormai da anni, continuerà a triplicare la propria proposta concertistica, aggiungendo al concerto del martedì sera in Conservatorio le prove generali della domenica pomeriggio al Teatro Vittoria e le prove di lavoro mattutine presso la sala multifunzionale di +SpazioQuattro, dando la possibilità al pubblico di seguire il lavoro dietro le quinte dal primo incontro con i direttori ed i solisti fino al concerto.

A disegnare la nuova casa di OFT, ci sarà Giampaolo Pretto, che dal podio guiderà l’Orchestra nel ruolo di Direttore musicale: a lui è affidato il concerto di inaugurazione, in cui dirigerà l’intensa Scozzese di Mendelssohn insieme a due Ouverture, il concerto di febbraio 2018 con in programma la Sinfonia n. 1 di Čajkovskij, e quello di marzo 2018, in cui insieme ad altri diciassette musicisti proporrà la Prima di Mahler in una particolarissima versione per ensemble di Klaus Simon. Nel corso della stagione 2017-18 si alterneranno inoltre solisti e direttori di rilevanza internazionale, tra cui il violoncellista Enrico Dindo, che eseguirà a febbraio 2018 il Concerto n. 1 di Šostakovič insieme alla rara Romanza in fa maggiore di Strauss, e il direttore Marco Angius, che chiuderà la stagione dirigendo dal podio la Suite dal Pulcinella di Stravinskij. Il soprano Valentina Coladonato proporrà a dicembre un programma che spazia dalle arie di Tosti, ai Lieder di Brahms a brani di Satie. A Luca Guglielmi, direttore e clavicembalista torinese, sono affidate le Tafelmusik di Telemann insieme al brano in prima esecuzione assoluta vincitore della OFT Composition Competition. Il trombettista Marco Pierobon stupirà il pubblico con un programma pirotecnico che spazia da Gershwin a Bernstein, e Simone Briatore affascinerà con due brani intensi come Trauermusik di Hindemith e Lachrymae di Britten. Come di consueto, un ruolo di rilievo avrà anche Sergio Lamberto, maestro concertatore degli Archi dell’Orchestra Filarmonica che ricopriranno un ruolo importante in parte dei concerti, con il programma di novembre a loro interamente dedicato.

Una Stagione così profondamente rinnovata si accompagna ad una linea di comunicazione totalmente nuova: ogni stanza è evocata da un’immagine, realizzata da Gabriele Mo, e da un breve racconto, a firma di Gabriele Montanaro, così che il programma generale della Stagione 2017-2018 non sia solo l’utile strumento per conoscere la programmazione, ma un delizioso libretto da collezionare. Sono previste modalità di diffusione sul territorio del materiale a stampa dell’Orchestra – la cui grafica è come di consueto curata dallo studio di comunicazione e design Mood di Torino – che consentiranno di raggiungere oltre 250 punti di distribuzione in Torino.

La storytelling dei concerti proseguirà sui canali social dell’Orchestra, in particolare Facebook e Instagram e sul rinnovato sito web www.oft.it, dove è possibile trovare anche tutte le informazioni di biglietteria. Diverse le formule di abbonamento previste, con una attenzione particolare al pubblico più giovane e agli over 60.

L’attività dell’Orchestra Filarmonica di Torino è sostenuta dal Ministero dei beni e  delle  attività  culturali  e  del  turismo,  dalla  Regione  Piemonte,  dalla  Città  di Torino. Dal 2016 l’Orchestra Filarmonica di Torino – per anni vincitrice del Bando Arti Sceniche – è stata selezionata dalla Compagnia di San Paolo quale realtà d’eccellenza nel panorama dello spettacolo dal vivo. L’OFT, che gode del patrocinio della Città Metropolitana di Torino, è inoltre sostenuta dalla Fondazione CRT e da altri sponsor privati, tra i quali Lavazza e Studio Torta di Torino.

25 maggio 2017

IPOD EXPERIENCE / DANZE A GIUGNO

Per l’ultimo appuntamento di stagione, gli Archi dell’Orchestra Filarmonica di Torino, diretti dal Direttore Musicale di OFT Giampaolo Pretto, a cui è affidato anche il ruolo di flauto solista, presenteranno, sul modello già sperimentato con successo nelle scorse stagioni, una selezione di brani musicali innovativa e frizzante, per un concerto in grado di far vivere un’esperienza di ascolto molto simile a quella di una playlist virtuale sull’IPod.

I compositori in programma sono molto diversi tra loro, ma ciò che li accomuna nei brani scelti è il soddisfare la propensione naturale che lo strumento-flauto possiede, di prestarsi a danzare e improvvisare. Anche quando si fa evocatore, nel mondo arcadico di Debussy, danza alla maniera di un fauno o di una ninfa; ma può farlo anche nei modi più rustici di antiche danze paesane, come in Bartòk, o con l’irruenza improvvisativa di Martin, avvitandosi su passi virtuosistici ed esasperati. I brani per archi fanno eco a questo mondo, e con esso ingaggiano una gara di virtuosismo ed ebbrezza.
Accanto agli Archi e a Pretto, in alcuni dei brani in programma salirà sul palco del Conservatorio anche la talentuosa pianista Francesca Leonardi.

L’appuntamento di giugno 2017, come molti altri della Stagione 2016/2017, si articolerà su tre diverse sedi: oltre al consueto appuntamento del martedì sera presso il Conservatorio Giuseppe Verdi, in cui il pubblico avrà la possibilità di ascoltare il concerto nella sua massima espressione, si aggiunge la possibilità di assistere al lavoro di preparazione e concertazione dei brani in programma – sabato mattina presso la sala multifunzionale di +SpazioQuattro – e, rinnovando un appuntamento a cui l’OFT ha storicamente abituato il proprio pubblico, la prova generale della domenica pomeriggio presso il Teatro Vittoria.

Si segnala che la prova di lavoro in calendario sabato 3 giugno, ore 10-13, a +SpazioQuattro rientra nel programma della manifestazione Note di giugno, organizzata dalla Città di Torino in collaborazione con Sistema Musica, i quali per l’occasione offrono l’ingresso all’appuntamento, fino ad esaurimento dei posti disponibili.