Comunicati Stampa

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05 dicembre 2017

IL SALOTTO - Comunicato Stampa

Voci che si elevano insieme e creano un’armonia unica. Il concerto di dicembre degli Archi dell’Orchestra Filarmonica di Torino condurrà il pubblico nel luogo della casa tradizionalmente dedicato alla calma ed alle cose belle: il Salotto, la Stanza tra le Nine Rooms più accogliente e intima.

Accanto agli Archi, guidati, con il savoir-vivre che lo caratterizza, dal maestro concertatore Sergio Lamberto, ci sarà la soprano Valentina Coladonato, la quale, vincitrice di concorsi internazionali e numerosi riconoscimenti di critica e pubblico, svolge attività concertistica con un repertorio che spazia dal barocco al contemporaneo.

Il programma proposto è pensato per valorizzare questa, per OFT, insolita unione, nata per evocare quei sentimenti di decadentismo e romanticismo, che ben si addicono al Salotto di una Casa della Musica.

Accanto a campioni del Romanticismo classico come Schubert e Brahms, ci saranno il Puccini di Crisantemi, Hugo Wolf con la sua Serenata italiana, l’austriaco Anton von Webern e il tedesco naturalizzato americano Kurt Weill.

Di Francesco Paolo Tosti, che ha attraversato tutta la seconda metà dell’Ottocento, verranno proposte alcune delle sue celebri romanze da salotto, qui presentate nella versione per soprano e archi di Marco Della Chiesa d’Isasca.

Il brano di Eric Satie conferirà al Salotto quel tocco di charme francese che non può mancare.

Il concerto di dicembre, così come ogni concerto di stagione, verrà aperto dalla lettura, a cura dell'associazione liberipensatori “Paul Valéry” e della Scuola Teatro Sergio Tofano, di un breve ed emozionante testo scritto per l'occasione dal giornalista Lorenzo Montanaro.

OFT, come ormai da anni, continuerà a triplicare la propria proposta concertistica, aggiungendo al concerto del martedì sera in Conservatorio la prova generale della domenica pomeriggio al Teatro Vittoria e la prova di lavoro del sabato mattina presso la sala multifunzionale di +SpazioQuattro, dando la possibilità al pubblico di seguire il lavoro dietro le quinte dal primo incontro con i direttori ed i solisti fino al concerto.

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21 novembre 2017

LO STUDIO - Comunicato Stampa

Sette grandi compositori ed una compagine orchestrale composta di soli archi: il secondo appuntamento della stagione concertistica 2017-2018 dell’Orchestra Filarmonica di Torino è interamente dedicato agli Archi di OFT, che accoglieranno il pubblico nello Studio, che delle Nine Rooms, le nove stanze arredate da OFT con musica scelta appositamente per evocare ed emozionare, è quella maggiormente intrisa di mistero e genialità.

Cifre queste ultime che contraddistinguono l’intera produzione bacchiana e che offrono innumerevoli chiavi di lettura in particolare a una delle ultime composizioni di Bach: la celebre e monumentale L'arte della fuga (Die Kunst der Fuge) BWV 1080 di cui verranno eseguiti i Contrappunti n. 1, 4 e 9 nella versione per archi. Mistero e genialità che emergono non soltanto dalla ricchezza emotiva dell’Arte della Fuga, dove le corde dell’anima sono toccate dal virtuosismo della partitura, ma anche dal criterio compositivo scelto da Bach per quest’opera. L'Arte della Fuga è impostata come partitura aperta per quattro voci astratte, sì da offrire la massima elasticità, tanto da essere stata trascritta per quasi tutte le combinazioni orchestrali possibili.

Accanto a quest’opera complessa e straordinaria, altri brani di grande intensità, come i concerti di Vivaldi e Corelli, voci per eccellenza della musica barocca nazionale, l’arrangiamento per archi di Hoeree del Prélude, Arioso et Fughette sur le nom de Bach dello svizzero Honegger, lo studio per orchestra d’archi di Martin, il Preludio e fuga per quartetto d’archi in fa maggiore Hess 30 di Beethoven e l’Adagio e fuga K546 di Mozart.

Gli Archi dell'Orchestra Filarmonica di Torino saranno guidati per l’occasione dalla giovane e talentuosa Cecilia Bacci, anziché da Sergio Lamberto come precedentemente segnalato.

Il concerto di novembre, così come ogni concerto di stagione, verrà aperto dalla lettura, a cura dell'associazione liberipensatori “Paul Valéry” e della Scuola Teatro Sergio Tofano, di un breve ed emozionante testo scritto per l'occasione dal giornalista Lorenzo Montanaro.

Per il concerto del martedì sera presso il Conservatorio Giuseppe Verdi i biglietti sono già esauriti. Resta però la possibilità di assistere, fino all'esaurimento dei posti disponibili, alla prova generale della domenica pomeriggio presso il Teatro Vittoria.

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24 ottobre 2017

L'INGRESSO - Comunicato Stampa

L'Orchestra Filarmonica di Torino inaugura la stagione concertistica 2017-2018 aprendo la prima delle sue Nine Rooms: delle nove stanze arredate da OFT con musica scelta appositamente per evocare ed emozionare, l'Ingresso rappresenta la perfetta sintesi del genius loci che caratterizza la grande casa di OFT.

L'Ouverture D591 In stile italiano di Schubert, l'Ouverture Le Ebridi o La Grotta di Fingal di Mendelssohn, ma soprattutto la famosa Sinfonia Scozzese del grande compositore tedesco, consentiranno all'Orchestra di esprimersi su pagine classico-romantiche di grande intensità.

L'Ouverture D591 venne composta da Franz Schubert nel 1817: ad ispirare il compositore austriaco fu la musica di Gioacchino Rossini, che in quegli anni imperversava nelle sale da teatro viennesi. Affascinato dal linguaggio musicale rossiniano, coinvolgente e brillante, Schubert compose due Ouverture – la D590 e la D591 – che vennero entrambe indicate come “In stile italiano”. La D591 verrà eseguita nel concerto inaugurale dell'Orchestra Filarmonica di Torino, mentre l'Ouverture D590 – in una ideale ciclicità – sarà uno dei brani in programma di “La Stanza dei Giochi”, ultimo concerto di stagione, nel mese di giugno 2018.

E' di pochi anni successiva, l'Ouverture op. 26 – conosciuta con il doppio nome di Le Ebridi o La Grotta di Fingal – che Felix Mendelssohn scrisse giovanissimo, al termine del viaggio attraverso l'Europa che l'aveva visto approdare anche sulle famose isole scozzesi. Alle Ebridi, Mendelssohn visitò la grotta di Fingal, luogo che, per gli strani echi, la potenza selvaggia della natura e le leggende gaeliche, gli ispirò la nota Ouverture accolta con entusiasmo all'epoca (ed altrettanto amata dal pubblico dei decenni successivi).
Un viaggio, quello in Scozia, che ispirò Mendelssohn anche nella scrittura della celeberrima Sinfonia n. 3 in la minore op. 56, nota come Scozzese. Il compositore fu molto colpito dalla visita ad Edimburgo dell'Holyrood Palace e dei luoghi storici legati alla regina Maria Stuarda. Impressioni che conservò nella mente e nel cuore per più di dieci anni prima di arrivare a comporre la Sinfonia, eseguita per la prima volta in pubblico nel 1842 alla Società Filarmonica di Londra.

A dirigere l'Orchestra Filarmonica di Torino in questo viaggio ideale lungo l'Europa, dall'Italia assolata di Schubert alle brume gaeliche di Mendelssohn, sarà Giampaolo Pretto, che di OFT è anche direttore musicale.

Il concerto di ottobre, così come ogni concerto di stagione, verrà aperto dalla lettura, a cura dell'associazione liberipensatori “Paul Valéry” e della Scuola Teatro Sergio Tofano, di un breve ed emozionante testo scritto per l'occasione dal giornalista Lorenzo Montanaro.

L’Orchestra Filarmonica di Torino, come ormai da anni, continuerà a triplicare la propria proposta concertistica, aggiungendo al concerto del martedì sera in Conservatorio la prova generale della domenica pomeriggio al Teatro Vittoria e la prova di lavoro del sabato mattina presso la sala multifunzionale di +SpazioQuattro, dando la possibilità al pubblico di seguire il lavoro dietro le quinte dal primo incontro con i direttori ed i solisti fino al concerto.

La Stagione 2017-2018 inaugura inoltre una inedita collaborazione di OFT con il Circolo dei lettori, che ospiterà i cinque incontri di “Leggere la Classica”, durante i quali alcuni solisti e direttori racconteranno grandi autori della musica classica. Per il primo appuntamento al Circolo dei lettori, in calendario il 20 ottobre alle ore 18.30, sarà Giampaolo Pretto ad introdurre il pubblico nelle stanze della grande musica classica, in compagnia degli autori più amati.

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17 ottobre 2017

YOUNG BOARD OFT - Comunicato Stampa

Mettere al centro il pubblico, incentivare modelli di partecipazione attiva, promuovere nuove esperienze culturali, sono solo alcuni degli obiettivi che l'Orchestra Filarmonica di Torino ha ricercato nel percorso che ha portato all'istituzione dello Young Board che lavorerà accanto al team artistico ed organizzativo di OFT. Durante il percorso previsto dal progetto, i componenti dello Young Board si metteranno alla prova nella promozione e comunicazione della stagione 2017-2018, per arrivare ad acquisire le competenze utili per organizzare interamente un concerto extra previsto per la stagione 2018-2019.

Il progetto, altamente innovativo, si inserisce nel ciclo di incontri che OFT ha organizzato nei mesi di marzo ed aprile all'Università degli Studi di Torino, ed è stato selezionato per “Open 2017 - Nuovi pubblici per la cultura”, l’azione che la Compagnia di San Paolo ha istituito al fine di stimolare la sperimentazione e la ricerca sull’Audience Development. L'edizione 2017 di OPEN, in particolare, costituiva una call mirata alle idee degli enti già oggetto di sostegno all’attività istituzionale, con l'obiettivo di offrire la possibilità una tantum di avviare azioni specifiche sul tema, favorendo l’allargamento della domanda culturale e la diffusione di servizi e pratiche culturali sul territorio e contribuendo a definire nuove professionalità e nuove competenze.

Finalità perseguite con convinzione da OFT, che nel corso degli incontri all'Università ha avuto modo di raccontare agli studenti cosa significare “fare” cultura: dall'ideazione artistica di una stagione alla sua produzione, fino alla comunicazione e promozione della medesima. Particolare attenzione è stata dedicata alla descrizione del budget finanziario, per mettere in rilievo il valore di “impresa culturale”.

La richiesta di inviare la propria candidatura per lo Young Board di OFT, promossa anche attraverso il web e Facebook, è stata accolta con interesse da numerosi ragazzi, i cui curricula sono stati attentamente vagliati durante una prima selezione, all'esito della quale si sono svolti i colloqui che hanno permesso di individuare le cinque ragazze, di età compresa tra i 20 ed i 25 anni, che lavoreranno e si confronteranno sulle sfide e sul futuro della musica classica. Al gruppo sarà quindi interamente affidata la progettazione, programmazione, comunicazione e produzione di un nuovo concerto, oltre ai nove normalmente programmati, che farà parte della stagione 2018-2019.

Lo Young Board di OFT racconterà il “dietro le quinte” della propria attività attraverso una pagina Facebook ed un proprio canale You Tube.

Ottavia Arenella,  Marta Blanchetti, Carol Cardile, Agnese Mussatti e Debora Pierri hanno iniziato con entusiasmo questa esperienza, portando già nuove idee, stimolando riflessioni su strategie di programmazione e di comunicazione. “Ma è solamente l’inizio – commenta il Direttore Artistico di OFT Michele MoE se si comincia in questo modo prevedo sviluppi molto interessanti e ricchi di aperture e innovazioni. Ne sono certo”.

Questo progetto – dice Sandra Aloia dell’Area Innovazione culturale della Compagnia di San Paoloè uno degli 8 selezionati nell’ambito di “Open 2017 – Nuovi pubblici per la cultura” per cui sono stati stanziati 335mila euro. La call, aperta alle istituzioni culturali d’eccellenza di Piemonte e Liguria già oggetto di sostegno all’attività istituzionale, è nata dalla volontà di sviluppare un approccio strategico volto a una maggiore centralità del pubblico, ad ampliare la base sociale dei prodotti e delle esperienze culturali e incentivare modelli di partecipazione attiva.  Young Board di OFT si inserisce nel solco di questa azione poiché coinvolge direttamente dei giovani per intercettare nuovi pubblici giovani contribuendo anche a definire nuove competenze e professionalità sempre più necessarie alle sfide che la cultura deve affrontare per contrastare la scarsa partecipazione che caratterizza i consumi degli italiani”.

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26 maggio 2017

La nuova stagione concerti 2017-2018 di OFT

L’Orchestra Filarmonica di Torino festeggia i 25 anni di attività e presenta una Stagione concertistica 2017-2018 dai colori intensi e brillanti. È la prima interamente firmata dalla nuova Direzione artistica di OFT, che vede Michele Mo, già Presidente dell’Orchestra, nel ruolo di Direttore artistico, Giampaolo Pretto come Direttore musicale e Gabriele Montanaro Assistente alla Direzione artistica, ruolo che affianca a quello di Coordinatore di Produzione.

Nine Rooms sono le nove stanze arredate da OFT con musica scelta appositamente per evocare ed emozionare. Mantenendo la tradizione dei concerti a tema, che da anni caratterizza la programmazione dell’Orchestra e che costituisce una delle cifre stilistiche di OFT, la nuova Stagione è stata disegnata seguendo un fil rouge in grado di accompagnare gli spettatori mese dopo mese: ogni stanza è pensata per sostenere le altre, ma può essere apprezzata singolarmente. Dall’ingresso allo studio, dalla palestra alla stanza dell’amore, dal salotto alla sala da pranzo, dalla soffitta al giardino d’inverno fino alla stanza dei giochi, dietro ogni porta si cela un mondo intessuto di pensieri, sogni, magia. Aprirà la porta di ciascuna stanza una breve ed emozionante lettura, in collaborazione con l’associazione liberipensatori “Paul Valéry” e con la Scuola Teatro Sergio Tofano.

Nove produzioni, da ottobre 2017 a giugno 2018, che spaziano dal barocco fino alla musica del presente, mixate in modo da coinvolgere sia gli appassionati che da sempre popolano (ogni anno più numerosi) le stagioni concertistiche di OFT, sia chi per la prima volta si affaccia alla scoperta della musica classica. Programmi originali, che tengono conto delle tempistiche e delle modalità di ascolto contemporanee e che hanno già suscitato la curiosità del pubblico più giovane. La formula di “Abbonamento al buio” – proposta agli under 35 nel mese di maggio – ha previsto la possibilità di abbonamento alla stagione 2017-2018 prima ancora che ne fossero noti interpreti, date e contenuti: l’ottimo successo che l’iniziativa ha ottenuto è segno della curiosità e della fiducia che il pubblico ripone nella proposta artistica dell’Orchestra. Si colloca anche in questo senso la novità della OFT Composition Competition, che l’Orchestra Filarmonica di Torino ha ideato per valorizzare la produzione dei giovani compositori europei: per questa prima edizione 2017-2018, il concorso sarà dedicato a compositori tedeschi under 40 ed il brano vincitore sarà eseguito, insieme ad altri, nel concerto di gennaio 2018.

La Stagione 2017-2018 inaugura inoltre un’inedita collaborazione di OFT con il Circolo dei lettori, che ospiterà i cinque incontri di “Leggere la Classica”, durante i quali alcuni solisti e direttori racconteranno grandi autori della musica classica.

L’Orchestra Filarmonica di Torino, come ormai da anni, continuerà a triplicare la propria proposta concertistica, aggiungendo al concerto del martedì sera in Conservatorio le prove generali della domenica pomeriggio al Teatro Vittoria e le prove di lavoro mattutine presso la sala multifunzionale di +SpazioQuattro, dando la possibilità al pubblico di seguire il lavoro dietro le quinte dal primo incontro con i direttori ed i solisti fino al concerto.

A disegnare la nuova casa di OFT, ci sarà Giampaolo Pretto, che dal podio guiderà l’Orchestra nel ruolo di Direttore musicale: a lui è affidato il concerto di inaugurazione, in cui dirigerà l’intensa Scozzese di Mendelssohn insieme a due Ouverture, il concerto di febbraio 2018 con in programma la Sinfonia n. 1 di Čajkovskij, e quello di marzo 2018, in cui insieme ad altri diciassette musicisti proporrà la Prima di Mahler in una particolarissima versione per ensemble di Klaus Simon. Nel corso della stagione 2017-18 si alterneranno inoltre solisti e direttori di rilevanza internazionale, tra cui il violoncellista Enrico Dindo, che eseguirà a febbraio 2018 il Concerto n. 1 di Šostakovič insieme alla rara Romanza in fa maggiore di Strauss, e il direttore Marco Angius, che chiuderà la stagione dirigendo dal podio la Suite dal Pulcinella di Stravinskij. Il soprano Valentina Coladonato proporrà a dicembre un programma che spazia dalle arie di Tosti, ai Lieder di Brahms a brani di Satie. A Luca Guglielmi, direttore e clavicembalista torinese, sono affidate le Tafelmusik di Telemann insieme al brano in prima esecuzione assoluta vincitore della OFT Composition Competition. Il trombettista Marco Pierobon stupirà il pubblico con un programma pirotecnico che spazia da Gershwin a Bernstein, e Simone Briatore affascinerà con due brani intensi come Trauermusik di Hindemith e Lachrymae di Britten. Come di consueto, un ruolo di rilievo avrà anche Sergio Lamberto, maestro concertatore degli Archi dell’Orchestra Filarmonica che ricopriranno un ruolo importante in parte dei concerti, con il programma di novembre a loro interamente dedicato.

Una Stagione così profondamente rinnovata si accompagna ad una linea di comunicazione totalmente nuova: ogni stanza è evocata da un’immagine, realizzata da Gabriele Mo, e da un breve racconto, a firma di Gabriele Montanaro, così che il programma generale della Stagione 2017-2018 non sia solo l’utile strumento per conoscere la programmazione, ma un delizioso libretto da collezionare. Sono previste modalità di diffusione sul territorio del materiale a stampa dell’Orchestra – la cui grafica è come di consueto curata dallo studio di comunicazione e design Mood di Torino – che consentiranno di raggiungere oltre 250 punti di distribuzione in Torino.

La storytelling dei concerti proseguirà sui canali social dell’Orchestra, in particolare Facebook e Instagram e sul rinnovato sito web www.oft.it, dove è possibile trovare anche tutte le informazioni di biglietteria. Diverse le formule di abbonamento previste, con una attenzione particolare al pubblico più giovane e agli over 60.

L’attività dell’Orchestra Filarmonica di Torino è sostenuta dal Ministero dei beni e  delle  attività  culturali  e  del  turismo,  dalla  Regione  Piemonte,  dalla  Città  di Torino. Dal 2016 l’Orchestra Filarmonica di Torino – per anni vincitrice del Bando Arti Sceniche – è stata selezionata dalla Compagnia di San Paolo quale realtà d’eccellenza nel panorama dello spettacolo dal vivo. L’OFT, che gode del patrocinio della Città Metropolitana di Torino, è inoltre sostenuta dalla Fondazione CRT e da altri sponsor privati, tra i quali Lavazza e Studio Torta di Torino.

25 maggio 2017

IPOD EXPERIENCE / DANZE A GIUGNO

Per l’ultimo appuntamento di stagione, gli Archi dell’Orchestra Filarmonica di Torino, diretti dal Direttore Musicale di OFT Giampaolo Pretto, a cui è affidato anche il ruolo di flauto solista, presenteranno, sul modello già sperimentato con successo nelle scorse stagioni, una selezione di brani musicali innovativa e frizzante, per un concerto in grado di far vivere un’esperienza di ascolto molto simile a quella di una playlist virtuale sull’IPod.

I compositori in programma sono molto diversi tra loro, ma ciò che li accomuna nei brani scelti è il soddisfare la propensione naturale che lo strumento-flauto possiede, di prestarsi a danzare e improvvisare. Anche quando si fa evocatore, nel mondo arcadico di Debussy, danza alla maniera di un fauno o di una ninfa; ma può farlo anche nei modi più rustici di antiche danze paesane, come in Bartòk, o con l’irruenza improvvisativa di Martin, avvitandosi su passi virtuosistici ed esasperati. I brani per archi fanno eco a questo mondo, e con esso ingaggiano una gara di virtuosismo ed ebbrezza.
Accanto agli Archi e a Pretto, in alcuni dei brani in programma salirà sul palco del Conservatorio anche la talentuosa pianista Francesca Leonardi.

L’appuntamento di giugno 2017, come molti altri della Stagione 2016/2017, si articolerà su tre diverse sedi: oltre al consueto appuntamento del martedì sera presso il Conservatorio Giuseppe Verdi, in cui il pubblico avrà la possibilità di ascoltare il concerto nella sua massima espressione, si aggiunge la possibilità di assistere al lavoro di preparazione e concertazione dei brani in programma – sabato mattina presso la sala multifunzionale di +SpazioQuattro – e, rinnovando un appuntamento a cui l’OFT ha storicamente abituato il proprio pubblico, la prova generale della domenica pomeriggio presso il Teatro Vittoria.

Si segnala che la prova di lavoro in calendario sabato 3 giugno, ore 10-13, a +SpazioQuattro rientra nel programma della manifestazione Note di giugno, organizzata dalla Città di Torino in collaborazione con Sistema Musica, i quali per l’occasione offrono l’ingresso all’appuntamento, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

 

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02 maggio 2017

JAZZ & FOLK - Comunicato stampa

Per l’appuntamento di maggio, gli Archi dell’Orchestra Filarmonica di Torino propongono un viaggio attraverso le tradizioni musicali di mezzo pianeta, dall’America alla vecchia Europa fino al Medio Oriente, lungo un programma ricercato con sfumature jazzistiche e legate alla musica folklorica.

Sul palco del Conservatorio, accanto agli Archi di OFT, come sempre sapientemente guidati dal maestro concertatore Sergio Lamberto, ci saranno il direttore torinese Giuseppe Montesano per il brano di Aaron Copland ed un solista d’eccezione come il travolgente clarinettista israeliano Gilad Harel. L’arpista Maria Elena Bovio ed il pianista Andrea Rebaudengo arricchiranno con il loro contributo alcuni dei brani in programma.
Interprete dalla solida formazione classica, Gilad Harel suona con la stessa passione e coinvolgimento il repertorio classico così come quello moderno e contemporaneo, dal klezmer, al jazz, al pop. Echi di cui si trova evidente traccia in Little Klezmer Suite, che Gilad Harel ha composto partendo da una danza scritta nel 1920 dal famoso clarinettista ucraino Dave Tarras. La Suite si compone di tre parti: la prima è una libera improvvisazione di Harel, la seconda è una danza da lui scritta in stile rumeno/ungherese, la terza è invece la danza, detta Freilach, composta da Tarras. La Little Klezmer Suite è quindi un originale connubio di musiche dell’Europa orientale, che viene presentato in prima esecuzione italiana nella trascrizione per clarinetto ed archi che Harel ha personalmente curato.

Accanto ad Harel e Tarras, il George Gershwin di Lullaby, che porta l’ascoltatore nell’America degli Anni Ruggenti, Jean Sibelius con la sua rappresentazione romantica del mondo nordico, condensata nelle note della Suite caractéristique per arpa e archi op. 100, Frank Bridge con le suggestioni di An Irish Melody (Londonderry Air) e Aaron Copland con un concerto squisitamente newyorkese, che unisce idealmente gli archi ed i solisti coinvolti.

L’appuntamento di maggio 2017, come molti altri della Stagione 2016/2017, si articolerà su tre diverse sedi: oltre al consueto appuntamento del martedì sera presso il Conservatorio Giuseppe Verdi, in cui il pubblico avrà la possibilità di ascoltare il concerto nella sua massima espressione, si aggiunge la possibilità di assistere al lavoro di preparazione e concertazione dei brani in programma – presso la sala multifunzionale di +SpazioQuattro – e, rinnovando un appuntamento a cui l’OFT ha storicamente abituato il proprio pubblico, la prova generale della domenica pomeriggio presso il Teatro Vittoria.

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04 aprile 2017

VIVALDI XL - Comunicato Stampa

Il primo concerto di primavera dell’Orchestra Filarmonica di Torino sarà interamente dedicato ad Antonio Vivaldi, tra i più grandi compositori di musica barocca.
Nato a Venezia sul finire del Seicento, Antonio Vivaldi imparò a suonare dal padre, violinista così virtuoso da abbandonare il lavoro di barbiere per un ingaggio come musicista della Basilica di San Marco.
Anche il giovane Antonio dimostrò subito grandissimo talento, ma la salute cagionevole che ne aveva messo a rischio la vita nella prima infanzia spinse la madre ad avviarlo alla carriera sacerdotale. La musica e la fede furono due costanti nella vita di Vivaldi, ben rappresentate nel ricco e composito programma del concerto di aprile di OFT.

In “Vivaldi XL” l’Orchestra Filarmonica eseguirà “Per la solennità della Santa Lingua di Sant’Antonio”, Concerto in re maggiore per violino, archi e basso continuo, scritto nel 1712 dal Prete Rosso, come veniva chiamato Vivaldi per il colore dei capelli, per commemorare il ritrovamento prodigioso avvenuto nel 1263, durante la prima ricognizione delle reliquie del Santo di Padova, della lingua di Antonio, ancora vermiglia e intatta.
Verranno inoltre proposti i Concerti RV 571 e RV 562a, dai quali emerge la talentuosità di Vivaldi nella tecnica del violino e dell'orchestrazione, la Sinfonia RV711 da Il Farnace, il Concerto RV538 che assegna un ruolo di rilievo al corno.
Verrà infine eseguito il Concerto RV 177, dal titolo Il favorito, considerato per l'eccellenza dell'invenzione e per la fattura preziosa come una sorta di idealizzata quintessenza del lavoro compositivo di Vivaldi.

A rendere unico il concerto di aprile, accanto ad un programma che valorizza le composizioni di Vivaldi costruite su un organico orchestrale “XL”, dunque più ampio rispetto a quello consueto per il repertorio vivaldiano, sarà la presenza sul palco del direttore d’orchestra Federico Maria Sardelli. Sardelli, che è anche autore del romanzo L'affare Vivaldi, edito da Sellerio e vincitore del Premio Comisso per la Narrativa, è infatti il massimo esperto mondiale di Vivaldi ed è il responsabile del catalogo Vivaldi Werkverzeichnis dedicato al maestro veneziano.
Nel ruolo di violino solista Enrico Casazza, tra i più accreditati interpreti della musica antica, mentre i due corni principali saranno Brunello Gorla e Gabriele Rocchetti.

Il concerto “Vivaldi XL” rientra tra gli appuntamenti del Festival Antonio Vivaldi, che animerà la città di Torino dal 5 al 23 Aprile 2017. Per l’occasione, il concerto “Vivaldi XL” sarà aperto dalla lettura, a cura di Associazione Liberipensatori Paul Valery e Scuola Teatro Sergio Tofano, di un brano tratto da L’Affare Vivaldi.
L’appuntamento di aprile 2017 si articolerà su due diverse sedi: oltre al consueto appuntamento del martedì sera presso il Conservatorio “G. Verdi”, in cui il pubblico avrà la possibilità di ascoltare il concerto nella sua massima espressione, si aggiunge infatti la possibilità di assistere al lavoro di preparazione e concertazione dei brani in programma presso la sala multifunzionale di +SpazioQuattro. Per l’appuntamento di aprile non è invece prevista la consueta prova generale della domenica pomeriggio al Teatro Vittoria.

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03 marzo 2017

QUATTRO MINUTI - Comunicato Stampa

Con il consueto stile che li caratterizza, gli Archi dell’Orchestra Filarmonica di Torino anticipano di pochi giorni l’arrivo della primavera con un concerto dal repertorio brillante ed originale.

In “Quattro minuti”, l’arco temporale che dà il titolo alla serata, il genio compositivo è in grado di racchiudere un mondo, cerchio perfetto svelato dalla talentuosità degli Archi di OFT, nati da alcuni anni in seno alla formazione principale e sapientemente guidati dal maestro concertatore Sergio Lamberto.

Da Grieg a Delius, da Brahms a Piazzolla, da Dello Jojo a Schumann, da Fauré a Dvořák fino a Komzák, i brani presentati sono una cavalcata trascinante ed emozionante verso il culmine del concerto, rappresentato da quella Grande Fuga beethoveniana che invece “si prende il tempo necessario”, come ha osservato il compositore Nicola Campogrande che ha ideato la stagione in corso di OFT prima di assumere ruolo analogo per MiTO Settembre Musica.

La Grande Fuga op. 133 è una delle pagine più ambiziose e avveniristiche di Beethoven. Costituita da tre ampie fughe, precedute da un'introduzione che Beethoven chiama Overtura, e inframmezzate da episodi in stile contrappuntistico, è un capolavoro di invenzione formale, perfetta sintesi dei principi della fuga e di quelli della sonata. Se inizialmente non venne totalmente compresa né dal pubblico, né dalla critica, dall'inizio del XX secolo La grande fuga è stata totalmente rivalutata ed è oggi considerata tra le più grandi realizzazioni di Beethoven.

L’appuntamento di marzo 2017, come molti altri della Stagione 2016/2017, si articolerà su tre diverse sedi: oltre al consueto appuntamento del martedì sera presso il Conservatorio Giuseppe Verdi, in cui il pubblico avrà la possibilità di ascoltare il concerto nella sua massima espressione, si aggiungono la possibilità di assistere al lavoro di preparazione e concertazione dei brani in programma – presso la sala multifunzionale di +SpazioQuattro – e, rinnovando un appuntamento a cui l’OFT ha storicamente abituato il proprio pubblico, la prova generale della domenica pomeriggio presso il Teatro Vittoria.

Le prove aperte di lavoro di “Quattro minuti”, in calendario sabato 11 marzo dalle ore 10 alle 13 a +SpazioQuattro (Via G. Saccarelli 18), sono state inoltre individuate come evento speciale di apertura della manifestazione “Adotta un pianista”, che nel fine settimana dell’11 e 12 marzo animerà i quartieri di San Donato, Campidoglio e Cit Turin.

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08 febbraio 2017

PASSIONI - Comunicato Stampa

Per l’appuntamento di febbraio, che cade nel giorno più romantico dell’anno - San Valentino -, la formazione degli Archi dell’Orchestra Filarmonica di Torino sfodera un repertorio grondante passione e romanticismo.
In una cavalcata attraverso i secoli ed i Paesi, grandi compositori come Schubert, Prokof’ev e Atterberg raccontano la loro personale visione dell’amore. Del primo viene proposto, nella trascrizione per archi di Gustav Mahler, il celeberrimo Quartetto n. 14 in re minore D810, noto anche come La morte e la fanciulla per la presenza nel secondo movimento del celebre tema scritto dal compositore nel 1817. Di Prokof’ev verrà eseguito l’Andante op. 50 bis, ispirato dai Quartetti beethoveniani, mentre di Atterberg, che lavorò per tutta la vita come ingegnere al Regio Ufficio Brevetti di Stoccolma e che pure, come compositore, contribuì a definire quello “stile nordico” del Novecento che ha influenzato anche il jazz e persino la musica pop del mondo scandinavo, verrà proposta la Suite per violino, viola e orchestra n. 3 op. 19.

Accanto a questi maestri del passato, un valente compositore contemporaneo (che porta già nel nome la passione), Antonio Eros Negri, ha composto per OFT Mutazioni, suite teleologica per orchestra d'archi che verrà presentata in prima esecuzione assoluta. “La generazione di un universo immaginario, dove il Caos perviene gradualmente all'ordine, è la suggestione che sta alla base di Mutazioni” anticipa il compositore, che spiega come “tutto ciò che accade nell'opera è orientato teleologicamente verso l'ultimo quadro, che si configura come un fine che attrae verso di sé ogni accadimento precedente; l'opposto di quello che generalmente avviene in un tema con variazioni dove normalmente è l'inizio a determinare il prosieguo”.

Sul palco del Conservatorio, accanto agli Archi di OFT, come sempre sapientemente guidati dal maestro concertatore e violino solista Sergio Lamberto, ci sarà la talentuosa violista Ula Ulijona Zebriunaite.

L’appuntamento di febbraio 2016, come molti altri della Stagione 2016/2017, si articolerà su
tre diverse sedi: oltre al consueto appuntamento del martedì sera presso il Conservatorio Giuseppe Verdi, in cui il pubblico avrà la possibilità di ascoltare il concerto nella sua massima espressione, si aggiungono la possibilità di assistere al lavoro di preparazione e concertazione dei brani in programma presso la sala multifunzionale di +SpazioQuattro e, rinnovando un appuntamento a cui l’OFT ha storicamente abituato il proprio pubblico, la prova generale della domenica pomeriggio presso il Teatro Vittoria.

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09 gennaio 2017

BEETHOVEN CONTRO FRÖLICH - Comunicato Stampa

Per il primo appuntamento 2017, l’Orchestra Filarmonica di Torino mette in scena la sfida tra un temerario compositore di oggi -Fortunat Frölich, che ha composto per OFT 7 note, in prima esecuzione assoluta – e Ludwig van Beethoven, del quale come antitesi va in scena la Sinfonia n. 5 in do minore op. 67.

Quando venne presentata, alla leggendaria serata natalizia del 22 dicembre 1808, nella quale Beethoven eseguì in prima assoluta anche altri capolavori, l’impatto che destò nel pubblico la Sinfonia n. 5 fu da subito enorme. Plasticità scultorea, un gioco di variazioni minute subito percepibili all’ascolto, forza espressiva e coerenza di condotta, energia incalzante e capacità di occupare lo spazio uditivo e psichico dell’ascoltatore, esposto alla potenza di un’immaginazione straripante... Ancora oggi, per quanto sia forse l’opera del repertorio più conosciuta al mondo, e comunque la Sinfonia di Beethoven più registrata in tutta la storia della discografia, il suo fascino non si stempera e la sua forza non si perde. ”Solo in una puntata dei Simpson, geniale e corrosiva come sempre, dopo aver ascoltato le prime note il pubblico si alzava pensando che l’essenziale fosse tutto lì: «abbiamo già sentito il ta-ta-ta-ta, il resto è sciacquettio», diceva uscendo Lou il poliziotto ad un incredulo clone di Karajan sul podio. In realtà - scrive il critico Stefano Catucci - proprio la ripetizione di quel motto ci cattura e ci sfida a riconoscerlo, a inseguirlo in fondo alle sue riapparizioni, ai suoi mascheramenti, a lasciarcene catturare e sorprendere come se dalla prima volta in cui l’abbiamo ascoltata, nella vita, nessun’altra esperienza musicale e nessuna stanchezza fosse riuscita a mitigarne l’effetto”.

Fortunat Frölich ha accettato il confronto con entusiasmo e con humor: “la commissione di un brano proprio adesso che abito e lavoro a pochi metri da dove lavorava lui, il grande maestro Beethoven, duecento e nove anni fa. Come ti sentivi qui in questa gloriosa città Ludwig, al tuo tempo? Nelle tue sinfonie c’è gioia, fantasia, estro. Passi dalla malinconia ad una leggerezza giocosa, con la tua solita sregolatezza. E tutto ciò con solo 7 note! La mia sfida di oggi”.

A fare da ponte ideale tra Frölich e Beethoven il Concerto in re maggiore op. 61, la più importante delle (poche) pagine scritte da Beethoven per violino e orchestra, composizione che inizialmente non incontrò il gusto del pubblico e che, invece, ha il pregio di mettere in primo piano la coerenza del discorso musicale, la sua linea espressiva, trasportando l’ascoltatore dentro lo svolgimento del Concerto senza lasciarlo fuori per offrirgli solo un effetto da osservare e applaudire. Anche il rapporto di collaborazione fra violino e orchestra, così diverso dalla competizione che pure si ritrova in alcuni dei suoi Concerti per pianoforte, tende a spostare l’attenzione dall’evidenza dei temi alla logica degli sviluppi, più organica ma più complessa, più ambiziosa, meno attraente per un ascolto immediato dell’epoca ma oggi fortemente godibile.

Sul palco, accanto all’Orchestra Filarmonica di Torino ed a Nathan Brock, direttore celebrato per le sue profonde interpretazioni, ci sarà la violinista Suyoen Kim, talento straordinario dal 2014 partner artistico di OFT, con la quale ha incantato il pubblico di Piazza San Carlo durante il Torino Classical Music Festival 2016.

L’appuntamento di gennaio 2017 si articolerà su due diverse sedi: oltre al consueto appuntamento del martedì sera presso il Conservatorio “G. Verdi”, in cui il pubblico avrà la possibilità di ascoltare il concerto nella sua massima espressione, si aggiunge infatti la possibilità di assistere al lavoro di preparazione e concertazione dei brani in programma presso la sala multifunzionale di +SpazioQuattro. Per l’appuntamento di gennaio non è invece prevista la consueta prova generale della domenica pomeriggio al Teatro Vittoria.

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01 dicembre 2016

MOZART, DUE CONCERTI - Comunicato Stampa

Per il terzo appuntamento di stagione, l’Orchestra Filarmonica di Torino sfodera due tra i più eseguiti Concerti per violino e orchestra di Mozart.

L’inconfondibile estro del compositore austriaco caratterizza entrambi i Concerti, dove la ciclicità di alcuni elementi è pensata per incantare il pubblico, regalando un’identità melodica alla quale si ancora l’intero tema musicale. Allo strumento solista, molto caro a Mozart che aveva avuto come maestro di violino il padre Leopold, autore non a caso del trattato Versuch einer gründlichen Violinschule (I fondamenti della scuola del violino, nell’edizione italiana attualmente in commercio), è affidato il delicato compito di trasmettere la magia e la joie de vivre di questi due lavori.

La maggior parte delle numerose composizioni che Mozart dedicò al violino appartengono al genere della Sonata, in duo con lo strumento a tastiera. I Concerti per violino e orchestra sono invece solamente cinque e sono stati tutti composti in un arco di tempo eccezionalmente breve: otto mesi, dall’aprile al dicembre del 1775.

“Non è chiaro cosa abbia spinto Mozart a concentrarsi in modo così intenso su un genere da lui mai più affrontato per tutto il resto della sua vita – scrive il critico Stefano Catucci – Sappiamo che egli trascorse tutto il 1775 a Salisburgo e che l’orchestra di corte dell’arcivescovo Hyeronimus von Colloredo poteva contare su un primo violino di fama, l’italiano Antonio Brunetti. Assodato però che disponesse di un interprete affidabile, l’ipotesi più credibile è che Mozart abbia voluto mettersi alla prova - e al tempo stesso mettersi in mostra a Salisburgo - sviluppando le esperienze da lui maturate nel più recente dei suoi viaggi in Italia, terminato nella primavera del 1773. Il violino era infatti lo strumento principe del concerto in stile italiano, con un’impostazione virtuosistica che all’epoca non conosceva uguali in Europa e che Mozart aveva avuto modo di ascoltare direttamente, partendo dalle opere degli autori più in voga, primo fra tutti Giuseppe Tartini”.

Esperienza che Mozart mise a frutto nel Concerto in re maggiore K. 218, nel quale l’orchestra ha quasi solo un compito di sostegno del solista. L’abbondanza delle idee melodiche, la loro concatenazione e il loro effetto di spontaneità sono però di conio puramente mozartiano, con quell’equilibrio fra libertà, raffinatezza e sensualità che è tipico delle sue migliori opere giovanili.

Il Concerto K. 219 in la maggiore, detto Alla Turca per il carattere gioiosamente orientaleggiante del Trio collocato al centro del Minuetto conclusivo, ha nel complesso un andamento più originale e ricercato. Qui, Mozart sperimenta soluzioni nuove dimostrando, con le scelte stilistiche adottate, come esuberanza e intimismo possano convivere senza farsi ombra e senza mai occupare completamente la scena.

Sul palco, accanto al maestro concertatore Sergio Lamberto ed all’Orchestra Filarmonica di Torino, ci sarà la fuoriclasse Francesca Dego, per talento ed eleganza espressiva considerata tra le migliori violiniste italiane di oggi e partner artistico di Oft, con la quale collabora regolarmente.

Ed in occasione dell’esibizione di Francesca Dego, il Ristorante Goffi (Torino, Corso Casale 117 - www.ristorantegoffi.it) ha pensato di dedicarle un piatto vegetariano denominato “432 hertz”. Lo chef Massimo Lepre presenterà “432 hertz”, che è stato ispirato dal genio compositivo di Mozart, nella cena di domenica sera, a ruota della prova generale di “Mozart, due concerti”.

L’appuntamento di dicembre 2016, come molti altri della Stagione 2016/2017, si articolerà su tre diverse sedi: oltre al consueto appuntamento del martedì sera presso il Conservatorio Giuseppe Verdi, in cui il pubblico avrà la possibilità di ascoltare il concerto nella sua massima espressione, si aggiungono la possibilità di assistere al lavoro di preparazione e concertazione dei brani in programma – presso la sala multifunzionale di +SpazioQuattro – e, rinnovando un appuntamento a cui l’Oft ha storicamente abituato il proprio pubblico, la prova generale della domenica pomeriggio presso il Teatro Vittoria.