Comunicati Stampa

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26 maggio 2017

La nuova stagione concerti 2017-2018 di OFT

L’Orchestra Filarmonica di Torino festeggia i 25 anni di attività e presenta una Stagione concertistica 2017-2018 dai colori intensi e brillanti. È la prima interamente firmata dalla nuova Direzione artistica di OFT, che vede Michele Mo, già Presidente dell’Orchestra, nel ruolo di Direttore artistico, Giampaolo Pretto come Direttore musicale e Gabriele Montanaro Assistente alla Direzione artistica, ruolo che affianca a quello di Coordinatore di Produzione.

Nine Rooms sono le nove stanze arredate da OFT con musica scelta appositamente per evocare ed emozionare. Mantenendo la tradizione dei concerti a tema, che da anni caratterizza la programmazione dell’Orchestra e che costituisce una delle cifre stilistiche di OFT, la nuova Stagione è stata disegnata seguendo un fil rouge in grado di accompagnare gli spettatori mese dopo mese: ogni stanza è pensata per sostenere le altre, ma può essere apprezzata singolarmente. Dall’ingresso allo studio, dalla palestra alla stanza dell’amore, dal salotto alla sala da pranzo, dalla soffitta al giardino d’inverno fino alla stanza dei giochi, dietro ogni porta si cela un mondo intessuto di pensieri, sogni, magia. Aprirà la porta di ciascuna stanza una breve ed emozionante lettura, in collaborazione con l’associazione liberipensatori “Paul Valéry” e con la Scuola Teatro Sergio Tofano.

Nove produzioni, da ottobre 2017 a giugno 2018, che spaziano dal barocco fino alla musica del presente, mixate in modo da coinvolgere sia gli appassionati che da sempre popolano (ogni anno più numerosi) le stagioni concertistiche di OFT, sia chi per la prima volta si affaccia alla scoperta della musica classica. Programmi originali, che tengono conto delle tempistiche e delle modalità di ascolto contemporanee e che hanno già suscitato la curiosità del pubblico più giovane. La formula di “Abbonamento al buio” – proposta agli under 35 nel mese di maggio – ha previsto la possibilità di abbonamento alla stagione 2017-2018 prima ancora che ne fossero noti interpreti, date e contenuti: l’ottimo successo che l’iniziativa ha ottenuto è segno della curiosità e della fiducia che il pubblico ripone nella proposta artistica dell’Orchestra. Si colloca anche in questo senso la novità della OFT Composition Competition, che l’Orchestra Filarmonica di Torino ha ideato per valorizzare la produzione dei giovani compositori europei: per questa prima edizione 2017-2018, il concorso sarà dedicato a compositori tedeschi under 40 ed il brano vincitore sarà eseguito, insieme ad altri, nel concerto di gennaio 2018.

La Stagione 2017-2018 inaugura inoltre un’inedita collaborazione di OFT con il Circolo dei lettori, che ospiterà i cinque incontri di “Leggere la Classica”, durante i quali alcuni solisti e direttori racconteranno grandi autori della musica classica.

L’Orchestra Filarmonica di Torino, come ormai da anni, continuerà a triplicare la propria proposta concertistica, aggiungendo al concerto del martedì sera in Conservatorio le prove generali della domenica pomeriggio al Teatro Vittoria e le prove di lavoro mattutine presso la sala multifunzionale di +SpazioQuattro, dando la possibilità al pubblico di seguire il lavoro dietro le quinte dal primo incontro con i direttori ed i solisti fino al concerto.

A disegnare la nuova casa di OFT, ci sarà Giampaolo Pretto, che dal podio guiderà l’Orchestra nel ruolo di Direttore musicale: a lui è affidato il concerto di inaugurazione, in cui dirigerà l’intensa Scozzese di Mendelssohn insieme a due Ouverture, il concerto di febbraio 2018 con in programma la Sinfonia n. 1 di Čajkovskij, e quello di marzo 2018, in cui insieme ad altri diciassette musicisti proporrà la Prima di Mahler in una particolarissima versione per ensemble di Klaus Simon. Nel corso della stagione 2017-18 si alterneranno inoltre solisti e direttori di rilevanza internazionale, tra cui il violoncellista Enrico Dindo, che eseguirà a febbraio 2018 il Concerto n. 1 di Šostakovič insieme alla rara Romanza in fa maggiore di Strauss, e il direttore Marco Angius, che chiuderà la stagione dirigendo dal podio la Suite dal Pulcinella di Stravinskij. Il soprano Valentina Coladonato proporrà a dicembre un programma che spazia dalle arie di Tosti, ai Lieder di Brahms a brani di Satie. A Luca Guglielmi, direttore e clavicembalista torinese, sono affidate le Tafelmusik di Telemann insieme al brano in prima esecuzione assoluta vincitore della OFT Composition Competition. Il trombettista Marco Pierobon stupirà il pubblico con un programma pirotecnico che spazia da Gershwin a Bernstein, e Simone Briatore affascinerà con due brani intensi come Trauermusik di Hindemith e Lachrymae di Britten. Come di consueto, un ruolo di rilievo avrà anche Sergio Lamberto, maestro concertatore degli Archi dell’Orchestra Filarmonica che ricopriranno un ruolo importante in parte dei concerti, con il programma di novembre a loro interamente dedicato.

Una Stagione così profondamente rinnovata si accompagna ad una linea di comunicazione totalmente nuova: ogni stanza è evocata da un’immagine, realizzata da Gabriele Mo, e da un breve racconto, a firma di Gabriele Montanaro, così che il programma generale della Stagione 2017-2018 non sia solo l’utile strumento per conoscere la programmazione, ma un delizioso libretto da collezionare. Sono previste modalità di diffusione sul territorio del materiale a stampa dell’Orchestra – la cui grafica è come di consueto curata dallo studio di comunicazione e design Mood di Torino – che consentiranno di raggiungere oltre 250 punti di distribuzione in Torino.

La storytelling dei concerti proseguirà sui canali social dell’Orchestra, in particolare Facebook e Instagram e sul rinnovato sito web www.oft.it, dove è possibile trovare anche tutte le informazioni di biglietteria. Diverse le formule di abbonamento previste, con una attenzione particolare al pubblico più giovane e agli over 60.

L’attività dell’Orchestra Filarmonica di Torino è sostenuta dal Ministero dei beni e  delle  attività  culturali  e  del  turismo,  dalla  Regione  Piemonte,  dalla  Città  di Torino. Dal 2016 l’Orchestra Filarmonica di Torino – per anni vincitrice del Bando Arti Sceniche – è stata selezionata dalla Compagnia di San Paolo quale realtà d’eccellenza nel panorama dello spettacolo dal vivo. L’OFT, che gode del patrocinio della Città Metropolitana di Torino, è inoltre sostenuta dalla Fondazione CRT e da altri sponsor privati, tra i quali Lavazza e Studio Torta di Torino.

25 maggio 2017

IPOD EXPERIENCE / DANZE A GIUGNO

Per l’ultimo appuntamento di stagione, gli Archi dell’Orchestra Filarmonica di Torino, diretti dal Direttore Musicale di OFT Giampaolo Pretto, a cui è affidato anche il ruolo di flauto solista, presenteranno, sul modello già sperimentato con successo nelle scorse stagioni, una selezione di brani musicali innovativa e frizzante, per un concerto in grado di far vivere un’esperienza di ascolto molto simile a quella di una playlist virtuale sull’IPod.

I compositori in programma sono molto diversi tra loro, ma ciò che li accomuna nei brani scelti è il soddisfare la propensione naturale che lo strumento-flauto possiede, di prestarsi a danzare e improvvisare. Anche quando si fa evocatore, nel mondo arcadico di Debussy, danza alla maniera di un fauno o di una ninfa; ma può farlo anche nei modi più rustici di antiche danze paesane, come in Bartòk, o con l’irruenza improvvisativa di Martin, avvitandosi su passi virtuosistici ed esasperati. I brani per archi fanno eco a questo mondo, e con esso ingaggiano una gara di virtuosismo ed ebbrezza.
Accanto agli Archi e a Pretto, in alcuni dei brani in programma salirà sul palco del Conservatorio anche la talentuosa pianista Francesca Leonardi.

L’appuntamento di giugno 2017, come molti altri della Stagione 2016/2017, si articolerà su tre diverse sedi: oltre al consueto appuntamento del martedì sera presso il Conservatorio Giuseppe Verdi, in cui il pubblico avrà la possibilità di ascoltare il concerto nella sua massima espressione, si aggiunge la possibilità di assistere al lavoro di preparazione e concertazione dei brani in programma – sabato mattina presso la sala multifunzionale di +SpazioQuattro – e, rinnovando un appuntamento a cui l’OFT ha storicamente abituato il proprio pubblico, la prova generale della domenica pomeriggio presso il Teatro Vittoria.

Si segnala che la prova di lavoro in calendario sabato 3 giugno, ore 10-13, a +SpazioQuattro rientra nel programma della manifestazione Note di giugno, organizzata dalla Città di Torino in collaborazione con Sistema Musica, i quali per l’occasione offrono l’ingresso all’appuntamento, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

 

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02 maggio 2017

JAZZ & FOLK - Comunicato stampa

Per l’appuntamento di maggio, gli Archi dell’Orchestra Filarmonica di Torino propongono un viaggio attraverso le tradizioni musicali di mezzo pianeta, dall’America alla vecchia Europa fino al Medio Oriente, lungo un programma ricercato con sfumature jazzistiche e legate alla musica folklorica.

Sul palco del Conservatorio, accanto agli Archi di OFT, come sempre sapientemente guidati dal maestro concertatore Sergio Lamberto, ci saranno il direttore torinese Giuseppe Montesano per il brano di Aaron Copland ed un solista d’eccezione come il travolgente clarinettista israeliano Gilad Harel. L’arpista Maria Elena Bovio ed il pianista Andrea Rebaudengo arricchiranno con il loro contributo alcuni dei brani in programma.
Interprete dalla solida formazione classica, Gilad Harel suona con la stessa passione e coinvolgimento il repertorio classico così come quello moderno e contemporaneo, dal klezmer, al jazz, al pop. Echi di cui si trova evidente traccia in Little Klezmer Suite, che Gilad Harel ha composto partendo da una danza scritta nel 1920 dal famoso clarinettista ucraino Dave Tarras. La Suite si compone di tre parti: la prima è una libera improvvisazione di Harel, la seconda è una danza da lui scritta in stile rumeno/ungherese, la terza è invece la danza, detta Freilach, composta da Tarras. La Little Klezmer Suite è quindi un originale connubio di musiche dell’Europa orientale, che viene presentato in prima esecuzione italiana nella trascrizione per clarinetto ed archi che Harel ha personalmente curato.

Accanto ad Harel e Tarras, il George Gershwin di Lullaby, che porta l’ascoltatore nell’America degli Anni Ruggenti, Jean Sibelius con la sua rappresentazione romantica del mondo nordico, condensata nelle note della Suite caractéristique per arpa e archi op. 100, Frank Bridge con le suggestioni di An Irish Melody (Londonderry Air) e Aaron Copland con un concerto squisitamente newyorkese, che unisce idealmente gli archi ed i solisti coinvolti.

L’appuntamento di maggio 2017, come molti altri della Stagione 2016/2017, si articolerà su tre diverse sedi: oltre al consueto appuntamento del martedì sera presso il Conservatorio Giuseppe Verdi, in cui il pubblico avrà la possibilità di ascoltare il concerto nella sua massima espressione, si aggiunge la possibilità di assistere al lavoro di preparazione e concertazione dei brani in programma – presso la sala multifunzionale di +SpazioQuattro – e, rinnovando un appuntamento a cui l’OFT ha storicamente abituato il proprio pubblico, la prova generale della domenica pomeriggio presso il Teatro Vittoria.

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04 aprile 2017

VIVALDI XL - Comunicato Stampa

Il primo concerto di primavera dell’Orchestra Filarmonica di Torino sarà interamente dedicato ad Antonio Vivaldi, tra i più grandi compositori di musica barocca.
Nato a Venezia sul finire del Seicento, Antonio Vivaldi imparò a suonare dal padre, violinista così virtuoso da abbandonare il lavoro di barbiere per un ingaggio come musicista della Basilica di San Marco.
Anche il giovane Antonio dimostrò subito grandissimo talento, ma la salute cagionevole che ne aveva messo a rischio la vita nella prima infanzia spinse la madre ad avviarlo alla carriera sacerdotale. La musica e la fede furono due costanti nella vita di Vivaldi, ben rappresentate nel ricco e composito programma del concerto di aprile di OFT.

In “Vivaldi XL” l’Orchestra Filarmonica eseguirà “Per la solennità della Santa Lingua di Sant’Antonio”, Concerto in re maggiore per violino, archi e basso continuo, scritto nel 1712 dal Prete Rosso, come veniva chiamato Vivaldi per il colore dei capelli, per commemorare il ritrovamento prodigioso avvenuto nel 1263, durante la prima ricognizione delle reliquie del Santo di Padova, della lingua di Antonio, ancora vermiglia e intatta.
Verranno inoltre proposti i Concerti RV 571 e RV 562a, dai quali emerge la talentuosità di Vivaldi nella tecnica del violino e dell'orchestrazione, la Sinfonia RV711 da Il Farnace, il Concerto RV538 che assegna un ruolo di rilievo al corno.
Verrà infine eseguito il Concerto RV 177, dal titolo Il favorito, considerato per l'eccellenza dell'invenzione e per la fattura preziosa come una sorta di idealizzata quintessenza del lavoro compositivo di Vivaldi.

A rendere unico il concerto di aprile, accanto ad un programma che valorizza le composizioni di Vivaldi costruite su un organico orchestrale “XL”, dunque più ampio rispetto a quello consueto per il repertorio vivaldiano, sarà la presenza sul palco del direttore d’orchestra Federico Maria Sardelli. Sardelli, che è anche autore del romanzo L'affare Vivaldi, edito da Sellerio e vincitore del Premio Comisso per la Narrativa, è infatti il massimo esperto mondiale di Vivaldi ed è il responsabile del catalogo Vivaldi Werkverzeichnis dedicato al maestro veneziano.
Nel ruolo di violino solista Enrico Casazza, tra i più accreditati interpreti della musica antica, mentre i due corni principali saranno Brunello Gorla e Gabriele Rocchetti.

Il concerto “Vivaldi XL” rientra tra gli appuntamenti del Festival Antonio Vivaldi, che animerà la città di Torino dal 5 al 23 Aprile 2017. Per l’occasione, il concerto “Vivaldi XL” sarà aperto dalla lettura, a cura di Associazione Liberipensatori Paul Valery e Scuola Teatro Sergio Tofano, di un brano tratto da L’Affare Vivaldi.
L’appuntamento di aprile 2017 si articolerà su due diverse sedi: oltre al consueto appuntamento del martedì sera presso il Conservatorio “G. Verdi”, in cui il pubblico avrà la possibilità di ascoltare il concerto nella sua massima espressione, si aggiunge infatti la possibilità di assistere al lavoro di preparazione e concertazione dei brani in programma presso la sala multifunzionale di +SpazioQuattro. Per l’appuntamento di aprile non è invece prevista la consueta prova generale della domenica pomeriggio al Teatro Vittoria.

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03 marzo 2017

QUATTRO MINUTI - Comunicato Stampa

Con il consueto stile che li caratterizza, gli Archi dell’Orchestra Filarmonica di Torino anticipano di pochi giorni l’arrivo della primavera con un concerto dal repertorio brillante ed originale.

In “Quattro minuti”, l’arco temporale che dà il titolo alla serata, il genio compositivo è in grado di racchiudere un mondo, cerchio perfetto svelato dalla talentuosità degli Archi di OFT, nati da alcuni anni in seno alla formazione principale e sapientemente guidati dal maestro concertatore Sergio Lamberto.

Da Grieg a Delius, da Brahms a Piazzolla, da Dello Jojo a Schumann, da Fauré a Dvořák fino a Komzák, i brani presentati sono una cavalcata trascinante ed emozionante verso il culmine del concerto, rappresentato da quella Grande Fuga beethoveniana che invece “si prende il tempo necessario”, come ha osservato il compositore Nicola Campogrande che ha ideato la stagione in corso di OFT prima di assumere ruolo analogo per MiTO Settembre Musica.

La Grande Fuga op. 133 è una delle pagine più ambiziose e avveniristiche di Beethoven. Costituita da tre ampie fughe, precedute da un'introduzione che Beethoven chiama Overtura, e inframmezzate da episodi in stile contrappuntistico, è un capolavoro di invenzione formale, perfetta sintesi dei principi della fuga e di quelli della sonata. Se inizialmente non venne totalmente compresa né dal pubblico, né dalla critica, dall'inizio del XX secolo La grande fuga è stata totalmente rivalutata ed è oggi considerata tra le più grandi realizzazioni di Beethoven.

L’appuntamento di marzo 2017, come molti altri della Stagione 2016/2017, si articolerà su tre diverse sedi: oltre al consueto appuntamento del martedì sera presso il Conservatorio Giuseppe Verdi, in cui il pubblico avrà la possibilità di ascoltare il concerto nella sua massima espressione, si aggiungono la possibilità di assistere al lavoro di preparazione e concertazione dei brani in programma – presso la sala multifunzionale di +SpazioQuattro – e, rinnovando un appuntamento a cui l’OFT ha storicamente abituato il proprio pubblico, la prova generale della domenica pomeriggio presso il Teatro Vittoria.

Le prove aperte di lavoro di “Quattro minuti”, in calendario sabato 11 marzo dalle ore 10 alle 13 a +SpazioQuattro (Via G. Saccarelli 18), sono state inoltre individuate come evento speciale di apertura della manifestazione “Adotta un pianista”, che nel fine settimana dell’11 e 12 marzo animerà i quartieri di San Donato, Campidoglio e Cit Turin.

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08 febbraio 2017

PASSIONI - Comunicato Stampa

Per l’appuntamento di febbraio, che cade nel giorno più romantico dell’anno - San Valentino -, la formazione degli Archi dell’Orchestra Filarmonica di Torino sfodera un repertorio grondante passione e romanticismo.
In una cavalcata attraverso i secoli ed i Paesi, grandi compositori come Schubert, Prokof’ev e Atterberg raccontano la loro personale visione dell’amore. Del primo viene proposto, nella trascrizione per archi di Gustav Mahler, il celeberrimo Quartetto n. 14 in re minore D810, noto anche come La morte e la fanciulla per la presenza nel secondo movimento del celebre tema scritto dal compositore nel 1817. Di Prokof’ev verrà eseguito l’Andante op. 50 bis, ispirato dai Quartetti beethoveniani, mentre di Atterberg, che lavorò per tutta la vita come ingegnere al Regio Ufficio Brevetti di Stoccolma e che pure, come compositore, contribuì a definire quello “stile nordico” del Novecento che ha influenzato anche il jazz e persino la musica pop del mondo scandinavo, verrà proposta la Suite per violino, viola e orchestra n. 3 op. 19.

Accanto a questi maestri del passato, un valente compositore contemporaneo (che porta già nel nome la passione), Antonio Eros Negri, ha composto per OFT Mutazioni, suite teleologica per orchestra d'archi che verrà presentata in prima esecuzione assoluta. “La generazione di un universo immaginario, dove il Caos perviene gradualmente all'ordine, è la suggestione che sta alla base di Mutazioni” anticipa il compositore, che spiega come “tutto ciò che accade nell'opera è orientato teleologicamente verso l'ultimo quadro, che si configura come un fine che attrae verso di sé ogni accadimento precedente; l'opposto di quello che generalmente avviene in un tema con variazioni dove normalmente è l'inizio a determinare il prosieguo”.

Sul palco del Conservatorio, accanto agli Archi di OFT, come sempre sapientemente guidati dal maestro concertatore e violino solista Sergio Lamberto, ci sarà la talentuosa violista Ula Ulijona Zebriunaite.

L’appuntamento di febbraio 2016, come molti altri della Stagione 2016/2017, si articolerà su
tre diverse sedi: oltre al consueto appuntamento del martedì sera presso il Conservatorio Giuseppe Verdi, in cui il pubblico avrà la possibilità di ascoltare il concerto nella sua massima espressione, si aggiungono la possibilità di assistere al lavoro di preparazione e concertazione dei brani in programma presso la sala multifunzionale di +SpazioQuattro e, rinnovando un appuntamento a cui l’OFT ha storicamente abituato il proprio pubblico, la prova generale della domenica pomeriggio presso il Teatro Vittoria.

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09 gennaio 2017

BEETHOVEN CONTRO FRÖLICH - Comunicato Stampa

Per il primo appuntamento 2017, l’Orchestra Filarmonica di Torino mette in scena la sfida tra un temerario compositore di oggi -Fortunat Frölich, che ha composto per OFT 7 note, in prima esecuzione assoluta – e Ludwig van Beethoven, del quale come antitesi va in scena la Sinfonia n. 5 in do minore op. 67.

Quando venne presentata, alla leggendaria serata natalizia del 22 dicembre 1808, nella quale Beethoven eseguì in prima assoluta anche altri capolavori, l’impatto che destò nel pubblico la Sinfonia n. 5 fu da subito enorme. Plasticità scultorea, un gioco di variazioni minute subito percepibili all’ascolto, forza espressiva e coerenza di condotta, energia incalzante e capacità di occupare lo spazio uditivo e psichico dell’ascoltatore, esposto alla potenza di un’immaginazione straripante... Ancora oggi, per quanto sia forse l’opera del repertorio più conosciuta al mondo, e comunque la Sinfonia di Beethoven più registrata in tutta la storia della discografia, il suo fascino non si stempera e la sua forza non si perde. ”Solo in una puntata dei Simpson, geniale e corrosiva come sempre, dopo aver ascoltato le prime note il pubblico si alzava pensando che l’essenziale fosse tutto lì: «abbiamo già sentito il ta-ta-ta-ta, il resto è sciacquettio», diceva uscendo Lou il poliziotto ad un incredulo clone di Karajan sul podio. In realtà - scrive il critico Stefano Catucci - proprio la ripetizione di quel motto ci cattura e ci sfida a riconoscerlo, a inseguirlo in fondo alle sue riapparizioni, ai suoi mascheramenti, a lasciarcene catturare e sorprendere come se dalla prima volta in cui l’abbiamo ascoltata, nella vita, nessun’altra esperienza musicale e nessuna stanchezza fosse riuscita a mitigarne l’effetto”.

Fortunat Frölich ha accettato il confronto con entusiasmo e con humor: “la commissione di un brano proprio adesso che abito e lavoro a pochi metri da dove lavorava lui, il grande maestro Beethoven, duecento e nove anni fa. Come ti sentivi qui in questa gloriosa città Ludwig, al tuo tempo? Nelle tue sinfonie c’è gioia, fantasia, estro. Passi dalla malinconia ad una leggerezza giocosa, con la tua solita sregolatezza. E tutto ciò con solo 7 note! La mia sfida di oggi”.

A fare da ponte ideale tra Frölich e Beethoven il Concerto in re maggiore op. 61, la più importante delle (poche) pagine scritte da Beethoven per violino e orchestra, composizione che inizialmente non incontrò il gusto del pubblico e che, invece, ha il pregio di mettere in primo piano la coerenza del discorso musicale, la sua linea espressiva, trasportando l’ascoltatore dentro lo svolgimento del Concerto senza lasciarlo fuori per offrirgli solo un effetto da osservare e applaudire. Anche il rapporto di collaborazione fra violino e orchestra, così diverso dalla competizione che pure si ritrova in alcuni dei suoi Concerti per pianoforte, tende a spostare l’attenzione dall’evidenza dei temi alla logica degli sviluppi, più organica ma più complessa, più ambiziosa, meno attraente per un ascolto immediato dell’epoca ma oggi fortemente godibile.

Sul palco, accanto all’Orchestra Filarmonica di Torino ed a Nathan Brock, direttore celebrato per le sue profonde interpretazioni, ci sarà la violinista Suyoen Kim, talento straordinario dal 2014 partner artistico di OFT, con la quale ha incantato il pubblico di Piazza San Carlo durante il Torino Classical Music Festival 2016.

L’appuntamento di gennaio 2017 si articolerà su due diverse sedi: oltre al consueto appuntamento del martedì sera presso il Conservatorio “G. Verdi”, in cui il pubblico avrà la possibilità di ascoltare il concerto nella sua massima espressione, si aggiunge infatti la possibilità di assistere al lavoro di preparazione e concertazione dei brani in programma presso la sala multifunzionale di +SpazioQuattro. Per l’appuntamento di gennaio non è invece prevista la consueta prova generale della domenica pomeriggio al Teatro Vittoria.

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01 dicembre 2016

MOZART, DUE CONCERTI - Comunicato Stampa

Per il terzo appuntamento di stagione, l’Orchestra Filarmonica di Torino sfodera due tra i più eseguiti Concerti per violino e orchestra di Mozart.

L’inconfondibile estro del compositore austriaco caratterizza entrambi i Concerti, dove la ciclicità di alcuni elementi è pensata per incantare il pubblico, regalando un’identità melodica alla quale si ancora l’intero tema musicale. Allo strumento solista, molto caro a Mozart che aveva avuto come maestro di violino il padre Leopold, autore non a caso del trattato Versuch einer gründlichen Violinschule (I fondamenti della scuola del violino, nell’edizione italiana attualmente in commercio), è affidato il delicato compito di trasmettere la magia e la joie de vivre di questi due lavori.

La maggior parte delle numerose composizioni che Mozart dedicò al violino appartengono al genere della Sonata, in duo con lo strumento a tastiera. I Concerti per violino e orchestra sono invece solamente cinque e sono stati tutti composti in un arco di tempo eccezionalmente breve: otto mesi, dall’aprile al dicembre del 1775.

“Non è chiaro cosa abbia spinto Mozart a concentrarsi in modo così intenso su un genere da lui mai più affrontato per tutto il resto della sua vita – scrive il critico Stefano Catucci – Sappiamo che egli trascorse tutto il 1775 a Salisburgo e che l’orchestra di corte dell’arcivescovo Hyeronimus von Colloredo poteva contare su un primo violino di fama, l’italiano Antonio Brunetti. Assodato però che disponesse di un interprete affidabile, l’ipotesi più credibile è che Mozart abbia voluto mettersi alla prova - e al tempo stesso mettersi in mostra a Salisburgo - sviluppando le esperienze da lui maturate nel più recente dei suoi viaggi in Italia, terminato nella primavera del 1773. Il violino era infatti lo strumento principe del concerto in stile italiano, con un’impostazione virtuosistica che all’epoca non conosceva uguali in Europa e che Mozart aveva avuto modo di ascoltare direttamente, partendo dalle opere degli autori più in voga, primo fra tutti Giuseppe Tartini”.

Esperienza che Mozart mise a frutto nel Concerto in re maggiore K. 218, nel quale l’orchestra ha quasi solo un compito di sostegno del solista. L’abbondanza delle idee melodiche, la loro concatenazione e il loro effetto di spontaneità sono però di conio puramente mozartiano, con quell’equilibrio fra libertà, raffinatezza e sensualità che è tipico delle sue migliori opere giovanili.

Il Concerto K. 219 in la maggiore, detto Alla Turca per il carattere gioiosamente orientaleggiante del Trio collocato al centro del Minuetto conclusivo, ha nel complesso un andamento più originale e ricercato. Qui, Mozart sperimenta soluzioni nuove dimostrando, con le scelte stilistiche adottate, come esuberanza e intimismo possano convivere senza farsi ombra e senza mai occupare completamente la scena.

Sul palco, accanto al maestro concertatore Sergio Lamberto ed all’Orchestra Filarmonica di Torino, ci sarà la fuoriclasse Francesca Dego, per talento ed eleganza espressiva considerata tra le migliori violiniste italiane di oggi e partner artistico di Oft, con la quale collabora regolarmente.

Ed in occasione dell’esibizione di Francesca Dego, il Ristorante Goffi (Torino, Corso Casale 117 - www.ristorantegoffi.it) ha pensato di dedicarle un piatto vegetariano denominato “432 hertz”. Lo chef Massimo Lepre presenterà “432 hertz”, che è stato ispirato dal genio compositivo di Mozart, nella cena di domenica sera, a ruota della prova generale di “Mozart, due concerti”.

L’appuntamento di dicembre 2016, come molti altri della Stagione 2016/2017, si articolerà su tre diverse sedi: oltre al consueto appuntamento del martedì sera presso il Conservatorio Giuseppe Verdi, in cui il pubblico avrà la possibilità di ascoltare il concerto nella sua massima espressione, si aggiungono la possibilità di assistere al lavoro di preparazione e concertazione dei brani in programma – presso la sala multifunzionale di +SpazioQuattro – e, rinnovando un appuntamento a cui l’Oft ha storicamente abituato il proprio pubblico, la prova generale della domenica pomeriggio presso il Teatro Vittoria.

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20 ottobre 2016

BRAHMS, DUE SERENATE - Comunicato Stampa

Per il secondo appuntamento di Stagione, l’Orchestra Filarmonica di Torino sfodera un programma interamente dedicato a Johannes Brahms, tra i massimi esempi del romanticismo musicale tedesco. Il suo stile intimistico, votato alla ricerca dell’equilibrio anche nel turbinio delle passioni, ben si ritrova nelle due Serenate proposte da OFT.

Come ha scritto Massimo Mila, l’arte di Brahms è «cresciuta nel segno della disciplina», del controllo, della forma intesa come argine per contenere il flusso delle idee, dei sentimenti, dell’immaginazione. Il desiderio di sperimentare cose nuove era bilanciato, in lui, dal bisogno di arrivarci ben attrezzato per affrontare gli imprevisti. Le due Serenate op. 11 e op. 16 sono le prime incursioni di Brahms nel campo dell’orchestra e rappresentano l’approdo di un lavoro durato due anni a partire dall’estate del 185

La versione iniziale della Serenata n. 1 op. 11 prevedeva un organico di nove strumenti, un’anomalia che spinse il compositore a riorchestrarla. Nell’ampliare il brano pensò così di affiancargliene un secondo nello stesso stile. Per entrambi fece ricorso al nome della Serenata. Neppure la versione orchestrale finì tuttavia per soddisfarlo e per l’edizione a stampa, che sarebbe apparsa nel 1860, allargò ulteriormente l’organico strumentale includendo una sezione più nutrita di strumenti a fiato.

OFT eseguirà la prima versione, quella per nove strumenti, in una ricostruzione di Alan Boustead che evidenzia proprio l’attitudine sperimentale con la quale Brahms si avvicinava alla composizione, cercando di mettere alla prova il rapporto tra un fraseggio e un colore sonoro, privilegiando le tinte medio-scure. Quest’attitudine emerge anche dalla Serenata n. 2 op. 16, terminata poco dopo la precedente e diretta da lui stesso, sempre ad Amburgo, nel febbraio del 1860. L’orchestrazione, in questo caso, finisce addirittura per escludere i violini.

A dirigere l’Orchestra Filarmonica di Torino sarà Giampaolo Pretto, da maggio direttore musicale di OFT, che vanta nel suo curriculum professionale un’intensa esperienza come musicista, come direttore d’orchestra, come docente per l’Orchestra Giovanile Italiana a Fiesole.

L’appuntamento di novembre 2016, come molti altri della Stagione 2016/2017, si articolerà su tre diverse sedi: oltre al consueto appuntamento del martedì sera presso il Conservatorio Giuseppe Verdi, in cui il pubblico avrà la possibilità di ascoltare il concerto nella sua massima espressione, si aggiunge la possibilità di assistere allavoro di preparazione e concertazione dei brani in programma – presso la sala multifunzionale di +SpazioQuattro – e, rinnovando un appuntamento a cui l’OFT ha storicamente abituato il proprio pubblico, la prova generale della domenica pomeriggio presso il Teatro Vittoria.

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13 ottobre 2016

BABAR & BABAR - Comunicato Stampa

Per il concerto che apre la stagione 2016-2017 l’Orchestra Filarmonica di Torino porta in scena la magia e l’incanto delle avventure di Babar, il piccolo elefante disegnato negli anni ’30 dal pittore Jean de Brunhoff, ispirato in questo insolito compito dalla moglie Cècile. Madame de Brunhoff era infatti solita raccontare deliziose storie della buonanotte ai loro bambini, di cui Babar era l’amato protagonista. E fu proprio uno dei figli della coppia, Laurent, a raccogliere e portare avanti il lavoro del padre, interrotto dalla sua precoce scomparsa nel 1937.

Da allora Babar e le sue avventure fanno parte dell’immaginario non solo dei bimbi francesi, ma di tutto il mondo. E si narra che fu per intrattenere una nipotina, che Francis Poulenc compose negli anni ’40 l’Histoire de Babar le petit éléphant FP 129, in cui dà prova di una poetica leggerezza che si ritrova anche nella neoclassica Sinfonietta per orchestra FP 141 che risale al 1947.

Anni dopo Poulenc venne sollecitato a orchestrare, o almeno ad autorizzare un’orchestrazione del suo Babar, ma fu lui stesso a volere per questo compito Jean Françaix, compositore da lui giudicato il miglior orchestratore vivente. Nel 1962 Françaix gli consegnò una partitura di cui Poulenc fu entusiasta, al punto da volere che in ogni esecuzione il nome dell’orchestratore comparisse accanto al suo.

Le Voyage de Babar è il secondo album creato e illustrato da Jean de Brunhoff, seguito dell’avventura precedente. L’Orchestra Filarmonica di Torino ha voluto farne una nuova composizione musicale, in continuità con la versione Poulenc-Françaix, rivolgendosi a François Narboni, autore nella cui musica vivono molte radici, dall’antica polifonia al jazz, ma che soprattutto ha un innato talento visivo e narrativo.

«In questo lavoro – racconta Narboni - non ho adattato il mio stile per un pubblico di bambini, e non lo fece neppure Poulenc al suo tempo. Ho troppo rispetto per i bambini, per la loro intelligenza e per il loro gusto. Ho invece adattato il mio stile a Babar, così come faccio ogniqualvolta compongo per un testo o per delle immagini.

Come nel Babar di Poulenc – conclude Narboni – anche qui c’è un’alternanza tra recitazione e descrizione musicale delle scene. In totale, sono diciassette numeri che descrivono la partenza degli elefantini Babar e Celeste in mongolfiera per il loro viaggio di nozze, e tutte le avventure che ne seguiranno, concludendosi, dopo aver sconfitto i rinoceronti, con un’entusiastica marcia trionfale».

Ad accompagnare il pubblico in questo viaggio, dirigendo OFT in sostituzione di Francesco Cilluffo, sarà Benjamin Bayl, giovane direttore d’orchestra australiano che ha già calcato i palcoscenici di tutto il mondo. Accanto a Bayl ed all’Orchestra Filarmonica di Torino la voce narrante Oliviero Corbetta.

L’appuntamento di ottobre 2016, come molti altri della Stagione 2016/2017, si articolerà su tre diverse sedi: oltre al consueto appuntamento del martedì sera presso il Conservatorio Giuseppe Verdi, in cui il pubblico avrà la possibilità di ascoltare il concerto nella sua massima espressione, si aggiungono la possibilità di assistere sabato mattina al lavoro di preparazione e concertazione dei brani in programma – presso la sala multifunzionale di +SpazioQuattro – e, rinnovando un appuntamento a cui l’Oft ha storicamente abituato il proprio pubblico, la prova generale della domenica pomeriggio presso il Teatro Vittoria.

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09 giugno 2016

La Stagione 2016-2017 dell'Orchestra Filarmonica di Torino

Oggi, 9 giugno 2016, alle ore 11 presso il Circolo dei Lettori di Torino, il Presidente Michele Mo ha presentato la stagione concertistica 2016-2017 dell’Orchestra Filarmonica di Torino, unitamente a Gabriele Montanaro, collaboratore di OFT, a Marco Chiriotti, responsabile settore spettacoli della Regione Piemonte, e ad Angela La Rotella, segretario generale della Fondazione Cultura Torino, che ha portato anche il saluto del sindaco Piero Fassino. Un particolare saluto è stato inoltre inviato dalla consigliera Barbara Cervetti della Città Metropolitana di Torino.

E’ con emozione che Michele Mo ha annunciato il grande rinnovamento ai vertici artistico-organizzativi di OFT: “accanto al ruolo di amministratore sono stato chiamato ad assumere quello di Direttore artistico. Nel raccogliere il testimone da Nicola Campogrande – che ha guidato la compagine torinese per dieci anni ed è stato chiamato a ricoprire il ruolo di Direttore artistico per MITO-SettembreMusica, decidendo pertanto di rinunciare al suo incarico in OFT – ho pensato di coinvolgere come Direttore Musicale Giampaolo Pretto, di cui talento, competenza e serietà sono indiscussi, e come Assistente alla Direzione Artistica Gabriele Montanaro, del quale ho apprezzato in questi anni l’ottima preparazione. Credo che un rinnovo generazionale sia necessario e faccia parte della concretezza che è la cifra stilistica di OFT. Con questo nuovo team siamo già al lavoro per affrontare le sfide che attendono in futuro OFT”.

Mo e Montanaro hanno poi presentato la Stagione 2016-2017, ancora ideata da Nicola Campogrande, illustrando i nove concerti, ognuno dedicato ad uno specifico tema, che avranno luogo da ottobre 2016 a giugno 2017. Anche per questa Stagione, forte del successo che tale iniziativa ha riscosso, l’Orchestra Filarmonica di Torino continuerà a triplicare la propria proposta concertistica, aggiungendo al concerto del martedì sera in Conservatorio le prove generali della domenica pomeriggio al Teatro Vittoria e le prove aperte mattutine presso la sala multifunzionale di +SpazioQuattro, dando la possibilità al pubblico più affezionato, come a quello più giovane e curioso, di seguire il lavoro dietro le quinte dell’Orchestra, dal primo incontro con i direttori ed i solisti fino al concerto.

Per l’inaugurazione della Stagione sul podio dell’Orchestra Filarmonica di Torino ci sarà Francesco Cilluffo – giovane direttore torinese che con OFT ha già portato a termine con successo un progetto pluriennale dedicato al rapporto tra la voce e l’orchestra – che guiderà la divertentissima Histoire de Babar di Poulenc “raddoppiata” da un nuovo episodio fresco di inchiostro commissionato al compositore François Narboni. Tornano sul palco nel corso della Stagione 2016/2017 tutti i partner artistici che l’Orchestra ha individuato negli anni e con i quali OFT ha costruito un sodalizio duraturo: Francesca Dego – per la prima volta nella doppia veste di solista e direttore – stupirà con i due concerti mozartiani più brillanti. La violinista coreana Suyoen Kim, che accompagnerà la formazione torinese anche sul palco di piazza San Carlo per il Torino Classical Music Festival, sarà protagonista insieme al direttore Nathan Brock di un incontro-scontro tra il titano Beethoven e Fortunat Frölich, al quale OFT ha commissionato il brano Sette note. Gilad Harel, clarinettista israeliano, suonerà insieme a molti altri protagonisti in una serata in bilico tra jazz e folk. Accompagneranno inoltre l’Orchestra la voce suadente della viola di Ula Ulijona e il direttore Federico Maria Sardelli, che guiderà il pubblico alla scoperta di un Vivaldi in formato extra-large. Confermati anche alcuni concerti in cui protagonisti saranno Gli Archi dell’Orchestra Filarmonica di Torino che, raggiunto un livello tecnico ed espressivo che li colloca a ragione tra le migliori compagini a livello nazionale, stupiranno il pubblico con affascinanti esplorazioni musicali, guidati dal primo violino Sergio Lamberto, maestro concertatore ed animatore indiscusso della formazione.

L’attività dell’Orchestra Filarmonica di Torino è sostenuta dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, dalla Regione Piemonte, dalla Città di Torino. Dal 2016 l’Orchestra Filarmonica di Torino – per anni vincitrice del bando Arti Sceniche – è stata selezionata dalla Compagnia di San Paolo quale realtà d’eccellenza nel panorama dello spettacolo dal vivo. L’OFT, che gode del patrocinio della Città Metropolitana di Torino, è inoltre sostenuta dalla Fondazione CRT e da altri sponsor privati, tra i quali Lavazza, CFE Finance e Studio Torta di Torino.

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26 maggio 2016

GUERRA - Comunicato Stampa

Per l’ultimo appuntamento 2015 - 2016 l’Orchestra Filarmonica di Torino, al gran completo sul palco del Conservatorio, mette in campo Haydn e Beethoven, concludendo la Stagione con due tra i compositori di cui la formazione torinese riesce meglio a valorizzare i dettagli e le architetture musicali.

Il concerto si aprirà con la Sinfonia n. 100 di Haydn, conosciuta come “Militare”. Il compositore austriaco volle cercare in quest’opera un terreno comune con il pubblico musicale inglese del suo tempo: ritmi di marcia, trombe, grancasse e timpani catapultano l’ascoltatore in una parata militare e riconducono immediatamente ad un modo di concepire la società come uno Stato dall’organizzazione semplice, solida, facile da governare.

Una visione, filosofica e musicale, che si contrappone a quella di Beethoven, di cui l’Orchestra Filarmonica di Torino eseguirà la celeberrima Sinfonia n. 3 “Eroica”. Il compositore tedesco aveva visto in Napoleone l’incarnazione degli ideali repubblicani, ma aveva dovuto ricredersi nel momento della sua incoronazione ad Imperatore, per poi vivere con estrema preoccupazione gli eventi della guerra austro-francese. La sua Eroica ha il senso di un’azione politica e vi si possono cogliere, direttamente dalla musica, l’animazione dialettica delle idee che si rincorrono, lottano e cercano di trovare soluzione in un nuovo ideale di grado superiore.

A guidare questa duplice e contrastante riflessione sulla guerra sarà Filippo Maria Bressan, apprezzatissimo direttore a suo agio sia in ambito corale che in ambito sinfonico. Bressan torna sul podio dell’Orchestra Filarmonica di Torino dopo il successo ottenuto nel 2011 con un concerto dedicato a Bruch e Mendelssohn ed inciso per Amadeus. Forte della sua conoscenza del repertorio sinfonico-corale di fine Settecento, saprà leggere Haydn e Beethoven con attenzione filologica ed elegante semplicità.

L’appuntamento di giugno 2016 si articolerà su due diverse sedi: oltre al consueto appuntamento del martedì sera presso il Conservatorio “G. Verdi”, in cui il pubblico avrà la possibilità di ascoltare il concerto nella sua massima espressione, si aggiunge infatti la possibilità di assistere, questa volta di domenica mattina, al lavoro di preparazione e concertazione dei brani in programma presso la sala multifunzionale di +SpazioQuattro. Per l’appuntamento di giugno non è invece prevista la consueta prova generale della domenica pomeriggio al Teatro Vittoria.